Conferenze : T YSM

Zidane, anatomia di una testata mondiale

maggio 25, 2010 by admin  
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Sergio Manghi

Milano, lunedi 7 giugno, ore 21, Teatro i (Via Gaudenzio Ferrari, 11): Zidane. Anatomia di una testata mondiale, spettacolo per voce recitante (Sergio Manghi), fisarmonica (Fulvio Redeghieri, autore delle musiche) e Dora Szabo (violoncello). INGRESSO LIBERO.

In libreria: numero monografico (41) della rivista Communitas, diretta da Aldo Bonomi, con il testo in versione riveduta e ampliata rispetto a quella precedente (Città aperta, 2007), commentata da Luca Doninelli.

Zidane

I fatti, dunque, sono andati così:

quella notte del nove luglio duemilasei
all’Olympia Stadion di Berlino
quando la finale di coppa del mondo
era a dodici minuti appena dal fischio di chiusura
il più grande calciatore del mondo
nel giorno più fulgido della sua carriera
sotto gli occhi esterrefatti dell’intero telepianeta
profittando di un ignaro difensore avversario che l’aveva dileggiato
ha fermato di colpo l’orologio della Storia
che gli ticchettava dentro inesorabile
le ha girato letteralmente le spalle
ha percorso in direzione contraria un deciso passo marziale e
all’apice di quel riflusso mistico verso l’Origine…


Il discorso del capitalista

maggio 25, 2010 by admin  
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Università di Bergamo

Facoltà di Scienze della Formazione

10/11 giugno 2010

PROGRAMMA

Il discorso del capitalista

Università di Bergamo, dipartimento di Scienze della Persona

SCHEDA CONVEGNO

Titolo: IL DISCORSO DEL CAPITALISTA

Sottotitolo: Analisi della tarda modernità, implicazioni etiche e sociali

Contenuti: L’espressione «discorso del capitalista» è dello psicanalista Jacques Lacan. La sua tesi è che il fondamento ideologico e culturale del capitalismo sia un discorso dello slegame, della proliferazione della frammentazione e della precarietà della condizione esistenziale e sociale. Egli rovescia l’ipotesi di Max Weber, che trova la genesi spirituale del capitalismo nell’ascetismo protestante, nella rinuncia e nel sacrificio di sé. Il «discorso del capitalista» esalta il godimento a scapito di ogni forma di legame. Il sacrificio di sé tipico dei primi capitalisti, è annullato dall’imperativo del consumismo, inteso come consumo di consumo. Dopo due secoli di incontrastato sviluppo, Lacan intuisce che il capitalismo non è solo uno dei modi più potenti di trasformare la società, da feudale a industriale, da contadina a urbana, da nazionale a globale, ma è un discorso che frantuma le relazioni affettive e solidali.

Il «discorso del capitalista», più di ogni altro, impoverisce la complessità del presente e le nostre qualità mentali. Pone dei forti limiti a quell’immaginazione creativa necessaria per interpretare in modo evolutivo le trasformazioni in corso. Il «discorso del capitalista» è una manifestazione del pensiero positivista monocausale. Espressione di una visione dell’agire sociale unidimensionale, esso rimanda agli schemi dualistici tipici della modernità (comunità/società, civiltà/cultura, Stato/società civile, normale/patologico), che hanno operato una riduzione drastica della complessità sociale e culturale.

Il convegno vuole essere un primo appuntamento per iniziare una riflessione in grado di rendere conto della molteplicità dei luoghi (salute, società-mondo, inconscio, scuola, ecc.) e dei linguaggi possibili in cui si declina il «discorso del capitalista» e i correlati processi di reificazione della realtà; si tratta delle derive dell’utilitarismo, della crisi della gerarchia, della mercificazione, della “liquefazione” dei rapporti e delle regole, dei processi di normalizzazione e standardizzazione, di specializzazione e di contro-produttività specifica.

Il pervertimento dell’utile, ad esempio, indica che, nell’attribuire un valore all’azione sociale, l’utile è il singolo parametro, che annichilisce qualsiasi altra dimensione dell’agire. Bellezza, giustizia, solidarietà, evaporano, assumendo la fumosità retorica delle buone intenzioni. Nella relazione con l’altro diventa prioritario avere un congruo tornaconto e le relazioni sociali tendono ad assumere un valore strumentale. Non solo l’utilità è assunta a valore, ma anche l’idea di performance efficiente è centrale, nel senso della velocità con cui si deve ottenere ciò che serve. I contesti sociali richiedono una velocità di esecuzione degli obiettivi imposti o sollecitati che lascia poco tempo per ritardi, eventi gratuiti, momenti di socialità, di ascolto e di condivisione, ecc. Oltre all’utilità, e alla velocità, è richiesto di rispondere a standard rigorosi, che stabiliscono criteri universali per essere più veloci ed efficienti nel raggiungimento dei risultati.

La metafora millsiana del “docile robot” rende immediatamente il significato che si tende ad attribuire all’ottimizzazione dei processi produttivi. È l’inumano tecnologico riproducibile in modo seriale, dove la dimensione sociale e artigianale del lavoro rischia continuamente di essere ridotta a procedura standardizzabile e anonima. L’umano del gesto tende trasformarsi in una componente meccanica riproducibile, impersonale, volta alla veloce precisione di un gesto utile e puntuale, che non si può permettere approssimazioni o improvvisazioni fuori dagli schemi protocollati.

Restano forse spazi e tempi nuovi, inesplorati, in cui l’umano possa esprimersi con tutta la sua spontaneità, fragilità, consapevolezza. Al di fuori del gergo dell’ossessivo, dell’utile, del performativo, gli ambiti generativi della socialità, della giustizia, della prossimità forse possono ancora essere frequentati. Un forse che non è semplicemente avverbio dubitativo, ma è – come disse una volta André Neher – un “teologumeno”, appiglio sottile ma sublime su cui il discorso del capitalista si infrange, pietra d’inciampo su cui provare a modulare un’andatura nuova. Non pascersi nel vittimismo significa anche mantenere vigile l’attenzione, la “preghiera spontanea dell’anima”, verso le occasioni di riscatto, di nuovo inizio.

Comitato scientifico: Pietro Barbetta, Chiara Brambilla, Martino Doni, Alberto Ghidini, Ivo Lizzola, Ugo Morelli, Cristiana Ottaviano, Paolo Perticari, Stefano Tomelleri

Segreteria Organizzativa: Alberto Ghidini, Aurora Minetti, Claudia Proserpio

Durata: 2 giorni

Periodo: 10/11 Giugno 2010

Relatori:

Pietro Barbetta (Università di Bergamo),

Riccardo Bellofiore, (Università di Bergamo),

Gianluca Bocchi (Università di Bergamo),

Marco Dotti (Università di Pavia),

Giovanni Leghissa (Università di Karlsruhe),

Ivo Lizzola (Università di Bergamo),

Ugo Morelli, (Università di Bergamo),

Mauro Magatti (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano),

Rocco Ronchi (Università dell’Aquila),

Simone Tosoni (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano).

Programma

Giovedì 10 giugno

h. 10 Roberto Pertici: Apertura dei lavori

h. 10.30 Stefano Tomelleri: Presentazione del percorso tematico

h. 11.00 Ivo Lizzola: Inabile alla merce: lo scarto dell’educazione

h. 11.45 Mauro Magatti: Il capitalismo tecno-nichilista

h. 12.30 Dibattito

h. 13 Pausa pranzo

h. 15 Pietro Barbetta: Mille plateaux continui d’intensità che non raggiungono mai il climax:

l’agrimensore e il bambino balinese

h. 15. 45 Gianluca Bocchi: Dopo la modernità. Oltre gli squilibri cognitivi,

per una ricostruzione armonica dell’essere umano nel mondo

h. 16.30 Riccardo Bellofiore: Il discorso dell’anticapitalista

h. 17.15 Dibattito

Venerdì 11 giugno

h. 9.30 Chiara Brambilla, Martino Doni: Presentazione del percorso tematico

h. 10 Rocco Ronchi: Il reale del capitalismo

h. 10.45 Giovanni Leghissa: Neoliberismo tra biopolitica e tanatopolitica

h. 11.30 Simone Tosoni, Internet e relazioni sociali al tempo dei Social Network

h. 12.15 Dibattito

h. 13 Pausa pranzo

h. 15 Marco Dotti, Rancore capitale

h. 15.45 Ugo Morelli: Organizzazione e capitalizzazione

h. 16.15 Dibattito

h. 17 Stefano Tomelleri: Conclusioni

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ISSN:2037-0857


Prigioni e Paradisi: Luoghi scenici e spazi dell’anima nel teatro moderno – Convegno di studi in ricordo di Umberto Artioli

maggio 10, 2010 by admin  
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Convegno di studi in ricordo di

Umberto Artioli

Luoghi scenici e spazi dell’anima nel teatro moderno

Prigioni e Paradisi

programma PDF pdf

19-21 maggio 2010 Padova Archivio Antico / Aula Nievo _ Palazzo del Bo

programma

MERCOLEDÌ 19 MAGGIO

Archivio Antico, ore 14.30

Saluti delle Autorità

Giuseppe Zaccaria (Rettore dell’Università di Padova)

Michele Cortelazzo (Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia)

Giuseppe Micheli (Preside della Facoltà di Scienze della Formazione)

Alberto Mioni (Direttore del Dipartimento di Discipline Linguistiche, Comunicative e dello Spettacolo)

Giovanni Pasetti (Presidente della Fondazione Umberto Artioli, Mantova)

Presiede

Siro Ferrone (Università di Firenze)

Arturo Calzona (Università di Parma),

> Leon Battista Alberti e il tempio di Sant’Andrea come luogo di messa in scena delle reliquie del Sangue di Cristo

Alessandra Petrina (Università di Padova),

> Contaminare lo spazio dell’innocenza: Machiavelli e gli elisabettiani

Elena Adriani (Università di Padova),

> Spazi di reclusione e ‘loci amoeni’ nel teatro di D’Annunzio

Elena Randi (Università di Padova),

> La prigione sadiana. Tra biografia e produzione teatrale

GIOVEDÌ 20 MAGGIO

Aula Nievo, ore 9.30

Presiede

Roberto Alonge (Università di Torino)

Paola Degli Esposti (Università di Padova),

> Le prigioni di Antigone

Daniele Seragnoli (Università di Ferrara),

> Il Pirandello dei Diablogues

Carmelo Alberti (Università di Venezia),

> La finzione e il disincanto. Le incoerenze della scena veneziana di fine Settecento

Paolo Bosisio (Università di Milano),

> Turandot tra fiaba drammatica e opera lirica: gli spazi della drammaturgia

Roberto Tessari (Università di Torino),

> Cielo e inferno nella drammaturgia di Lenau

GIOVEDÌ 20 MAGGIO

Aula Nievo, ore 15.00

Presiede

Sara Mamone (Università di Firenze)

Anna Laura Bellina (Università di Padova),

> La scena di prigione in Metastasio

Roberto Alonge (Università di Torino),

> Prigione dell’esistenza e scrittura critica come autopsia

Luciano Bottoni (Università di Bologna),

> Inferno /cielo nelle letture pirandelliane di Umberto Artioli

Simona Brunetti (Università di Verona),

> Il salotto della tortura in un cielo magrittiano: “Il piacere dell’onestà” di Pirandello-Puggelli

Michele Perriera (regista e drammaturgo),

> Lo sguardo di Artioli su Teatès

Cristina Grazioli (Università di Padova),

> “La Principessa Bianca” di Rainer Maria Rilke: prigione dell’anima e Aperto dello spirito

TEATRO DELLE MADDALENE, ore 21.15

(ingresso gratuito)

Diablogues, “Per mosse d’anima”,

> Serata pirandelliana con Enzo Vetrano e Stefano Randisi

VENERDÌ 21 MAGGIO

Aula Nievo, ore 9.30

Presiede

Roberto Tessari (Università di Torino)

Silvia Carandini (Università di Roma),

> Paradisi perduti e luoghi ameni in scena fra XVI e XVII secolo

Ferruccio Marotti (Università di Roma),

> L’utopia del teatro

Antonio Attisani (Università di Torino),

> La prigione e la luce nel teatro dei fratelli rivali Tadeusz Kantor e Jerzy Grotowski

Rino Mele (Università di Salerno),

> Teatro di Dante e l’“Inferno” da camera di Sanguineti

Licia Mari (Università di Brescia),

> Il letto della storia di Fabio Vacchi: le chiuse banalità dell’oggi e lo spazio della memoria

Daniela Ferrari (Archivio di Stato di Mantova),

> Ricordando Umberto Artioli. Dal Futurismo ai Gonzaga

Con il patrocinio di

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA

FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA

FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE

FONDAZIONE UMBERTO ARTIOLI – MANTOVA

CAPITALE EUROPEA DELLO SPETTACOLO

In collaborazione con

TPR – Teatro Popolare di Ricerca

Con il patrocinio di

DIPARTIMENTO DI DISCIPLINE LINGUISTICHE,

COMUNICATIVE E DELLO SPETTACOLO

DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA

Info

Dipartimento di Discipline Linguistiche,

Comunicative e dello Spettacolo

dell’Università degli Studi di Padova

via B. Pellegrino, 1 – 35137 Padova

Tel 049-8274929 Fax 049-8274822

E-mail: gandalf@unipd.it


Sovranità infami

luglio 30, 2009 by admin  
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24 Settembre 2009 - Marco Dotti: La sovranità infame. L’ingiuria, l’abiezione, il ridicolo nella costruzione della credibilità politica

Lezione al Seminario permanente Bateson- Deleuze-Foucault

Centro Isidora Duncan, Bergamo