Lisbona, seconda giornata
maggio 25, 2010 by admin
Filed under Autori T YSM, Cinema, Liliana Navarra, Visti
Liliana Navarra
La macchina oramai è ben oleata e ci regala momenti di riflessione e incontri interessanti. Questa seconda giornata ha offerto diverse possibili visioni. Alla Cinemateca Portuguesa: Nel nome del padre di Marco Bellocchio con la presenza del regista in sala. Rievocazione grottesca dell’infanzia del regista. Anno scolastico 1958-1959. Angelo Transeunti è un ragazzo ribelle rinchiuso in un collegio gestito rigidamente dai preti. Ispirato dalla teoria del dominio di un capo carismatico e convinto del fallimento del cristianesimo, riesce a realizzare uno spettacolo grottesco e blasfemo che disgusta gli insegnanti, terrorizza il gruppo dei piccoli collegiali. Alla fine dell’anno però il suo potere cadrà a pezzi e verrà cacciato dal collegio.
Al cinema Monumental: Dieci inverni con la presenza in sala dell’attore Michele Riondino. Esordio alla regia per Valerio Mieli che tenta di ricostruire dieci lunghi inverni di due ragazzi che s‘incontrano per caso. Una storia fatta di incontri, di scontri, di avvicinamenti e allontanamenti. Due ragazzi in viaggio, un vaporetto, due destini. È l’inverno del 1999. Lei appena arrivata per studiare letteratura russa. Lui porta con sé una valigia. I due iniziano a guardarsi. Quando il vaporetto attracca, lui decide di seguire la ragazza per le strade nebbiose della città, cercando di fare tutto il possibile per essere notato. Lei accetta di ospitarlo per una notte nel nuovo appartamento preso in affitto su un’isoletta della laguna veneziana. Un’avventura lunga ‘dieci inverni’ che porterà i due ragazzi da Venezia fino alla fredda Mosca.
Al cinema King: Esercizi di lingua di David Barros. Un esercizio filmico, sperimentazioni linguistiche. Il film di Barros nasce con l’idea di filmare un giovane studente portoghese che, per praticare la lingua italiana, decide di realizzare un film.
Canto da Terra d’agua di Francesco Giarrusso e Adriano Smaldone. Una poetica testimonianza sulle condizioni di abbandono di un Portogallo quasi sconosciuto, raccontato da due italiani, attraverso la lettura di alcune antiche lettere.
Di me cosa ne sai? di Valerio Jalongo. Nel film-documentario Di me cosa ne sai (2009) ci si interroga sulla crisi del cinema italiano dopo gli anni ‘70. Valerio Jalongo analizza tutti i fenomeni che hanno portato alla scomparsa del cinema italiano dal grande mercato internazionale. Dichiara il regista che il cinema italiano contemporaneo vive un’innegabile crisi d’identità, le cause sono molte e riguardano principalmente gli intrecci fra arte e politica. Un viaggio in Italia attraverso sale cinematografiche e testimonianze preziose, multiplex, laboratori digitali di Cinecittà e vecchi proiezionisti girovaghi. Il film di Jalongo è un ritratto veritiero di stampo melanconico del cinema italiano e del nostro paese.
ISSN:2037-0857

