Search results for ‘Lea Melandri’

I viaggi di Lea

Alfabeto sentimentale è l’ultimo libro di Lea Melandri. Scopriamolo insieme

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Istantanee di mare

“Se fosse questo l’amore / un corpo leggero sull’acqua // scritture di sabbia sul fondo marino /riflessi di sole su onde appena increspate”. Da Carloforte, le istantanee di mare di Lea Melandri

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Quel lavoro che non è un lavoro

Nonostante l’intensificarsi di ricerche e inchieste, che riescono a scandagliare il lavoro non pagato in tutta la sua quotidiana, complessa articolazione, e nonostante i risultati sorprendenti che ne dimostrano la rilevanza quantitativa, in termini di tempo e denaro, l’ordine delle priorità non sembra possa esserne toccato: la cura, componente essenziale della vita umana, continua a macinare energie, intelligenza, saperi, destinati a restare screditati, o riconosciuti per la loro importanza solo da chi ne è protagonista, invisibile e inascoltato

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Un’adorazione vorace

L’origine e la storia del libro di Annie Leclerc -Della Paedophilia e altri sentimenti (Malcor D’ edizioni, Catania 2015)- sono strettamente legate al tema delicato, complesso, inquietante che affronta, all’esperienza personale da cui ha preso avvio la scrittura –una molestia sessuale subita dall’autrice da bambina-, e al silenzio che vi ha pesato sopra a lungo. Così a lungo che il libro, pur fatto oggetto di continui rimaneggiamenti, annotazioni, è rimasto per sempre nel cassetto e solo dopo la sua morte trovato e pubblicato dall’amica Nancy Huston

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Perchè la libertà delle donne fa tanta paura?

Facendosi scudo col denaro, l’uomo può rivivere con la prostituta la relazione con la madre-iniziatrice del sesso, può lasciarsi manipolare da lei, mettersi in posizione di passività, farsi oggetto nelle sue mani

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Dall’ascesi all’anoressia: il corpo delle donne

Mai, come in quest’epoca di rapidi mutamenti tecnologici, di emozioni virtuali, Ia presenza dei corpi è parsa così invasiva e inquietante. Per una specie di contrappasso, proprio nel momento in cui la materia di cui siamo fatti sembra dissolversi in un universo di segni, e di manipolazioni senza limite, la scena del mondo torna a popolarsi di spettri antichi che si volevano sconfitti: carni indebolite dalla farne, devastate dalle guerre, dalle malattie.

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Nient’altro che vita

Neanche il femminismo, la nascita di una coscienza attenta alla singolarità di ogni essere, maschio o femmina che sia, sembra aver modificato a fondo il ruolo di vittima e oppressore che ha il corpo per la donna, disposta a subirlo o a farne un uso distruttivo, anche quando si maschera di “libertà”.

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Acrobate

Quando una parte del femminismo, dopo anni in cui si era scavato nelle storie personali, per capire quale violenza manifesta o psicologica avesse potuto chiudere l’esistenza femminile dentro la funzione materna, ha riportato in auge l’ “ordine simbolico della madre”, la superiore ‘competenza’ relazionale femminile, ho pensato che la visione del mondo dettata dall’uomo aveva ancora una volta trionfato su un percorso di autonomia appena agli inizi.

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Bambole

La “bambola” che l’uomo e la donna incontrano all’inizio della loro vita sembra dunque assommare in sé aspetti diversi: è il corpo che genera, il corpo della madre, se visto dall’interno, ma è anche, guardato da fuori, l’oggetto d’amore che si consegna, muto e seducente, al desiderio sesssuale. Inotre, dato che la bambola viene tradizionalmente associata al figlio futuro, si può pensarla anche come immagine di quel femminile narcisisticamente appagato di se stesso, che Freud accosta al bambino e ad alcuni animali da preda.

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Dialogo tra una femminista e un misogino

Di fronte al ripetersi ormai quasi quotidiano di omicidi di donne, anziché limitarsi a deprecare la violenza, invocando pene più severe per gli aggressori, più tutela per le vittime, forse sarebbe più sensato gettare uno sguardo là dove non vorremmo vederla comparire, in quelle zone della vita personale che hanno a che fare con gli affetti più intimi, con tutto ciò che ci è più famigliare, ma non per questo più conosciuto.

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La sottile parete del cuore

La “parete sottile” del cuore, la difesa che impedisce alle esperienze più dolorose dell’infanzia di sopraffarci, ma che al medesimo tempo ci permette di conservarle in vita, sia pure attraverso i sogni e le fantasie, e di riemergere per essere accolte e nominate. L’ultimo romanzo di Enrico Regazzoni

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Liberi di somigliare

Il darwinismo sociale, l’eugenetica, la selezione che premia un prototipo di umanità “superiore”, non sono più soltanto i “mostri” delle ideologie totalitarie che si vorrebbero sepolte per sempre, o i fantasmi che aleggiano sui traguardi più inquietanti delle attuali sperimentazioni scientifiche applicate alla vita.

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Appartenenze e condivisione di intimità le nuove forme del vivere insieme?

Sotto l’urto della precarietà dilagante, di un tempo che si restringe fino a coincidere con il “qui e ora”, l’appartenenza non scompare ma assomiglia sempre di più a quel luogo-non luogo della nascita, dove le acque si mescolano, dove i confini tra sé e l’altro sono quasi inesistenti, e le diversità inafferrabili. Là dove i legami – con un paese, una cultura, una storia- sembrano evaporare, si accampa un individuo più consapevole della sua singolarità, ma anche più prossimo a quella moltitudine di simili che la globalizzazione fa trovare sul suo cammino, reale o mediatico.

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Maschilità bifronte. Virilità ed effeminatezza: i due volti della comunità storica degli uomini

La minaccia alla virilità non viene genericamente da un femminile riconosciuto diverso dal punto di vista biologico e come tale carico di enigmi, e forse non è neppure la conseguenza inevitabile dei segni che lascia l’appartenenza intima all’altro sesso nella fase prenatale. Il gesto monotono e ripetitivo della “cura”, in cui si vanno a sovrapporre in modo inquietante il gioco della bambina con la bambola, il lavoro dell’infermiera e della bambinaia, è quello che la storia ha ritenuto fin dai primordi connaturato al femminile, così come “naturale” è sembrata la rinuncia della donna a porsi come individualità.

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