philosophy and social criticism

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Gioco e teologia del denaro

Esiste un vero e proprio eros del giocatore che lo spinge verso il suo gioco verso il denaro, come un oggetto di desiderio: il perdente vede svanire la somma puntata, presa “dalla mano dell’altro, senza però far nulla per afferrarla”[8]. Come il debitore insolvente, di cui è il riflesso allegorico, così il giocatore sconfitto è dominato dal sentimento di colpa: “Allora dicono: ‘Ho giocato male’”, e la percezione della propria indegnità lo può spingere fino al suicidio. Del resto il gioco produce necessariamente debito ed è posto nella sua stessa costellazione.

Ordoliberismo e Wolkswagen

Possiamo solo sederci lungo il fiume e goderci lo spettacolo nel prossimo futuro. Il problema è un altro: che ne è, che ne sarà dell’idea del mercato come rappresentazione di un ordine razionale e della competitività come disciplina che si esercita secondo regole ferree?

"Gabriele Basilico, Milano, Quartiere Isola, 1978"

PostMilano. Metropoli, labirinto e sobborghi della storia

La presenza extracomunitaria ha tonificato una società locale morente, l’immigrato è diventato anche una risorsa per le reti commerciali dei quartieri che soffrivano la scomparsa della presenza operaia (forse integra più il mercato – anche se di livello inferiore – che non la modernità? Una fotografia della Milano anni ’90

"Denis Roche"

A che cosa serve la lince?

Chi è Denis Roche? Scrittore e fotografo, come dicono le sue biografie? Ma come si compenetrano in lui scrittura (poetica) e poetica (dello sguardo)? Un testo riapre la questione

L’enfer des choses. Entretien avec Paul Dumouchel

Crise d’où vient aussi critique veut dire en grec le moment de la décision. On devrait regarder la crise actuelle de cette manière. Malheureusement c’est ce que semble-t-il personne ne veut faire. Il n’y a eu aucune tentative de remise en cause du système

Lotteria a Babilonia

di Jorge Luis Borges Come tutti gli uomini di Babilonia, sono stato proconsole; come tutti, schiavo; anche ho conosciuto l’onnipotenza, l’obbrobrio, le carceri. Guardino: la mia…

Avviso ai leader europei: bisogna abolire la democrazia

A commento dell’ “accordo” con cui le istituzioni di Bruxelles e un Eurogruppo a trazione tedesca hanno nuovamente imposto la teologia del debito e un umiliante regime dell’austerity alle forze sociali greche che, alla ricerca di una via di uscita dalla barbarie, avevano osato pronunciarsi con un sonoro “No” contro il comando finanziario, pubblichiamo questo articolo del filosofo e sociologo Christian Laval.

Norman Manea, la lingua madre della verità

In principio era la parola, dicono gli antichi «Per me, la parola del principio fu romena». Nato in Bucovina nel 1936, in una regione al tempo fortemente animata dal plurilinguismo (romeno, yiddish, ucraino, polacco, lo slavo dei ruteni e poi il francese dei commerci e il tedesco delle élites), gli anni dell’infanzia – cinque, dall’ottobre del 1941 all’aprile del 1945 – trascorsi in un campo di concentramento in Transnistria, Norman Manea inizia così la propria riflessione su quella che ama chiamare la «lingua nomade», la «lingua domicilio», la «lingua placenta». Questa lingua nomade, domicilio e placenta per lui era e continua a essere il romeno.

"Pier Paolo Pasolini"

Pasolini sotto il segno di Paolo. Dialogo con Michael Hardt

«Non conformatevi alla mentalità di questo secolo», ammoniva il Paolo della Lettera ai Romani (12,2). Il contrario del conformarsi, del conformismo è la trasformazione, che Paolo evoca subito dopo: «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto». La povertà è anche spogliarsi e abbandonare l’abito, cambiare status. Essere altrove, mai in un posto solo

"World Press Photo of the Year 2009. © Pietro Masturzo"

Ostaggi

Per tutta la vita, siamo ostaggi della morte e senza la morte non ci accorgeremmo di essere vivi. Forse è proprio questo il tratto distintivo dell'”essere ostaggi”. E forse proprio per questo Robert Musil avvertiva che la forma più profonda di associazione dell’uomo con i suoi simili è la dissociazione.

"www.tysm.org"

Decostruire il mito di Okinawa

È di pochi giorni fa, domenica 25 gennaio 2015, la notizia di una grande protesta contro lo spostamento della base di Futenma a Tokyo, manifestazione praticamente ignorata da televisioni e da molti giornali. La loro attenzione si è concentrata sul caso dei due giapponesi detenuti dall’ISIS. Ma la protesta ha riaperto una questione, ma davvero risolta: si può capire Okinawa senza decostruirne il mito?