philosophy and social criticism

Posts by Marco

I bambini di Asperger. La scoperta dell’autismo nella Vienna nazista

La biografia di Hans Asperger, il cui nome è oggi essenzialmente legato alla sindrome omonima e, più in generale, a quello che oggi viene definito come “spettro autistico”, ci rimanda a un intrico di violenza e burocrazia, scienza e retorica, ideologia nazista e finto umanitarismo, da cui non possono che derivare problemi e aporie // di Francesco Paolella

Fare schifo è un atto politico

L’open space come paradigma del vuoto morale. Nel suo ultimo libro, Walter Siti getta uno sguardo sull’unico salto di paradigma che il mondo della cultura sembra in grado di compiere: quello verso il niente // articolo di Marco Dotti

Gesti che fondano

Gesti che fondano, simboli che legano, comunità: è la comunicazione, ossia la comunità, intesa come “mutua inter homines communicatio” // di Marco Dotti

Guccini o della parola in musica

I testi di Guccini non sono mai davvero completi, non finiscono, si lasciano attraversare dal “provvisorio” e lasciano intravedere misteri e ambiguità che non possono chiarire. Sembra sempre che qualcosa di più profondo, e alla fine inesprimibile, potrebbe e dovrebbe essere detto. Le sue parole sono sempre le penultime ed è anche in ciò il loro fascino

Distanza, alienazione, disumano. Conversando con Erich Fromm

– Cos’èl’alienazione secondo lei, professor Fromm? – Alla lettera, alienazione significa essere diventati estranei a se stessi o che il mondo esterno ci è diventato estraneo. […] Vorrei subito dichiarare la mia convinzione che in ogni società gli uomini vengono plasmati in larga misura dalle condizioni economiche e sociali in cui vivono”

Appunto su Stupidità & Silicio

La stupidità non è il vuoto, ma non aver paura del vuoto. È il tempo degli angeli vuoti. Il messaggio è: zero. Informazione: mero passaggio. L’agente conduttore è il funzionario del messaggio. Il rame non è in crisi. Nemmeno il silicio // di Marco Dotti

Lettore, vieni a casa: il cervello che legge

Pensiero critico, empatia, immaginazione: queste “doti” della mente umana non sono, va da sé, innate, ma hanno bisogno di tempo e di esercizio per manifestarsi; si tratta, realisticamente, di capire come farle vivere in questo nuovo contesto. La questione non è allora contrapporre semplicisticamente la lettura su carta a quella digitale, come a voler contrapporre il bene al male. Si tratta, all’opposto, di immaginare come far convivere questi diversi “sistemi” di lettura e, di conseguenza, di pensiero

Il grande business del debito italiano

Fa scandalo la richiesta del governo italiano di portare il rapporto deficit/pil al 2,4% e così si alimenta una campagna mediatica – a destra come a sinistra – che ha in realtà il vero obiettivo di spianare la strada alla speculazione finanziaria. In base ai nudi dati economici, l’Italia non è affatto a rischio di insolvenza. All’elevato debito pubblico, infatti, fa da contraltare uno dei più bassi valori del debito delle famiglie e delle imprese. Se poi aggiungiamo il surplus commerciale (che è superiore allo stesso deficit pubblico del 2,4%), l’allarme lanciato è solo giustificabile sul piano politico e ideologico e non economico

Il sovranismo del dollaro

Nella diffusa volontà di potere sovranista o isolazionista, in particolare dell’America trumpiana, qualcosa va in direzione esattamente opposta. Si tratta del dollaro, la moneta americana che in questi anni di crisi ha addirittura accresciuto il suo dominio all’interno del sistema finanziario globale

Gli uomini e le cose

Oggi più che mai, il mondo della cultura italiana, gli intellettuali e il ceto medio riflessivo, sembrano avere dei problemi con il popolo. Non lo capiscono più come una volta. Da quando il popolo non è più la classe, si è verificata una drammatica frattura fra l’alto e il basso, fra chi sa (cioè chi sa di sapere) e chi può (purtroppo, si dice ormai apertamente) decidere