philosophy and social criticism

Posts by Marco

Azzardo predatorio e spazi anaffettivi di solitudine

Bambine abbandonate in un’auto, mentre i genitori giocano alle slot machine. Il padre perde tutto quello che ha in azzardo e la madre si prostituisce, per permettergli di continuare a “giocare”. Ciò che le istituzioni centrali continuano a chiamare “gioco lecito”, “gioco pubblico”, “gioco legale” genera degrado. E orrore senza fine. È questo il prezzo che la nostra società è disposta a pagare?

Senza madre?

La GPA (gestazione per altri, oppure, forse meglio: gestazione per conto di altri) è una questione cruciale del nostro tempo. Suscita riflessioni scandalizzate oppure già rassegnate, ed espone tutti al disagio che si prova davanti a mutamenti di cui non si possono comprendere bene i contorni né immaginare gli effetti. Tanto più, se pensiamo al fatto che forse, in un futuro ormai non più lontano, la pratica di mettere al mondo bambini voluti (progettati) da altre persone, non sarà il problema più grave e urgente con cui avremo a che fare in materia, e mi riferisco ovviamente all’ipotesi di poter realizzare uteri artificiali

Reddito di dignità per fermare l’esodo dei giovani

Mai nella storia secolare del capitalismo le imprese avevano avuto tanto denaro a buon mercato, mai tanta forza lavoro, anche qualificata, docile e rassegnata a propria disposizione. Eppure gli investimenti languono, ovunque, quando non arretrano. In Italia sono scesi a un tasso medio annuo del 4,4% (nel Sud -6,6%) tra il 2008 -14. E l’orizzonte non è roseo per le sorti dell’occupazione

La macchina Gadda

La scrittura gaddiana, e l’impalcatura teorica che ne è alla base, si trova al crocevia fra filosofia e letteratura – e basta andare a rileggere la Meditazione milanese, uscita postuma nel 1974 per rendersene conto. Gadda ha sempre cercato di rappresentare il mondo partendo dai fatti, dal dato storico-biografico

Cosa faceva Benji? Arendt e Benjamin

Dopo il suicidio nel 1940 di Walter Benjamin, Hannah Arendt lavorò con passione per anni e anni per far conoscere la figura e le opere dell’amico scomparso (“Benji”). In un certo qual modo, si tratta – così come appare dalle lettere e dagli altri documenti contenuti ne L’angelo della storia, appena edito da Giuntina – di una specie di vendetta, o almeno di una riparazione, contro il destino ingrato toccato a Benjamin

L’Italia dopo la lotta di classe. Appunti sul cinema italiano della crisi

Al culmine del declino del modello produttivo che, fra anni ottanta e novanta, sembrava proiettare l’Italia verso magnifiche sorti e progressive, in una tetra atmosfera di disfacimento del tessuto civile e antropologico, la crisi economica è divenuta, negli ultimi anni, lo sfondo di alcuni film italiani. L’assenza dell’antagonismo di classe, dell’opposizione culturale e sociale al dominio della finanza e della logica mercificante, rende lo scenario particolarmente drammatico, perchè privo di qualsivoglia prospettiva che ecceda quella della resistenza individuale

Lotman: conversazioni sulla cultura russa

Cultura è un insieme di informazioni non genetiche, memoria non ereditaria dell’umanità. La cultura, spiega Lotman, «è memoria». Memoria attiva che dà forma, sia a livello del singolo, sia in una società, a quanto chiamiamo “cultura”

Il fallimento della rivoluzione: Lev Šestov

In mezzo alle inevitabili, ma ormai non troppo giustificate, celebrazioni della rivoluzione russa, ecco qui per noi una voce per tanti versi eccentrica e che, soprattutto, ci risparmia tanta retorica e tanta mitologia ancora oggi assai diffuse sull’ottobre del 1917: la voce di un filosofo russo fra i maggiori, e di un rivoluzionario che è stato un nemico dei dispotismi rivoluzionari: Lev Šestov