philosophy and social criticism

Posts by Marco

Storie dei libri

L’Italia che passò dal fascismo all’antifascismo, quasi repentinamente e senz’altro superficialmente, è un caso emblematico: Brancati, Cassola, Flaiano, Rigoni Stern diventano in queste pagine protagonisti di vicissitudini legate appunto allo “spirito dei tempi”, ai cambi di governo e di ideologia dominante

Se sull’immigrazione diamo i numeri, ecco quelli veri

E’ evidente che questa escalation non fa che calpestare in maniera sempre più aggressiva ogni diritto e confine di legalità stabilito da precise norme e trattati. Ed è altrettanto chiaro che una degenerazione morale e politica di questo genere si riflette inevitabilmente nelle situazioni interne dei paesi e aggrava la crisi di legittimazione della stessa Ue.

Odio la Juve

La Juventus è la squadra id calcio che ha più tifosi in Italia – circa il 25% del totale: è un tifo, quello per la Juventus, davvero nazionalpopolare, diffuso in tutta Italia, da nord a sud.  Ma, allo stesso tempo, la Juventus è anche la squadra di calcio più odiata d’Italia e, in questo senso, l’antipatia per la Juventus è davvero maggioritaria fra i tifosi. Anche a chi non segue il calcio con passione, viene subito agli occhi l’evidenza di questa antipatia, la quale ha molte e complesse ragioni

Baby Driver

Con Baby Driver Edgar Wright si discosta dalla commedia demenziale che l’ha lanciato e reso celebre, creando un’opera più realistica ma pienamente nel suo stile, originale e adrenalinico.

Spiritualità e politica

La perdita del futuro, delle possibilità impensate e delle utopie possibili, può essere ciò che più strettamente unisca oggi la crisi della politica e la marginalità a cui sembra condannata la spiritualità. Il dominio, ottuso e soffocante, del visibile, di ciò che c’è già, condanna a proseguire su strade già battute. Il dominio dell’economico rappresenta, come si sa, il culmine di questa continua espropriazione di ciò che è umano e delle potenzialità dell’umano in ogni uomo

I corpi dei migranti indifesi ridotti a ostaggi

L’odissea dei naufraghi ospitati sulla nave Aquarius è la metafora di una disegno che travalica gli angusti, e per molti versi tragici, ambiti della politica italiana, per trasportaci, come si conviene ad ogni metafora, verso un orizzonte di livello europeo e mondiale più vasto, che l’episodio della chiusura dei porti italiani a donne incinte e bambini, sembra illuminare di una luce oscura.

È nata la seconda Repubblica (sociale) italiana

Occorrerebbe un “Terzo spazio”, tra europeismo tecnocratico e populismo neofascista, come ha cercato di definirlo Varoufakis in un suo libro. Non credo che un populismo di sinistra (alla Mélenchon), comunque ancorato all’idea di Stato nazionale, comunque incline all’identificazione verticistica nel corpo e nel nome di un “capo” possa avere la forza di cambiare le cose. Solo un movimento antagonista radicale a livello transnazionale ed europeo, che organizzi critica e lotta comune al capitalismo attuale potrebbe restituirci qualche speranza.

Che ne è della stagnazione secolare?

Cinque anni fa, nel 2013, l’economista americano Lawrence Summers, Professore a Harvard e già segretario al Tesoro negli ultimi anni dell’amministrazione Clinton, descrisse lo stato delle economie occidentali, in primis quella statunitense, con l’espressione “stagnazione secolare”. L’idea non era propriamente sua, ma di un altro economista americano, Alvin Hansen, che anni addietro l’aveva coniata per descrivere la situazione economica degli anni ’30, quelli della Grande depressione

Cioran, un fallito di successo

Può essere che la figura di Emil Cioran sia divenuta addirittura “di moda” (una moda marginale e snob, ovviamente) in questi ultimi anni, ma ciò non toglie che le parole dello scrittore rumeno non smettano di essere una potente provocazione: l’ossessione della morte, la mostruosità dell’uomo, lo scetticismo riaffermato contro ogni tentazione di fede e di speranza… sono queste le sostanze che instancabilmente Cioran ha riaffermato.

Traumi collettivi, Gibellina e Cretto di Burri. Una risposta a Massimo Recalcati

L’arte è certamente un valido strumento per alleviare il profondo senso di perdita delle persone, come dichiara Recalcati. Ma l’arte, intesa come singolo prodotto, non va confusa con il poter fare una esperienza artistica rigeneratrice, la quale si realizza in un processo relazionale profondamente radicato negli specifici contesti culturali. L’autrice, una psicologa torinese esperta in sostegno psicosociale in situazioni di emergenza, sottopone a discussione la teoria esposta da Recalcati, il quale sostiene in un recente articolo che l’arte può rappresentare il lutto collettivo senza operare mistificazioni e negare il dolore, come nel caso del Cretto di Burri a Gibellina (valle del Belice)

Il cinema di Pedro Costa. Intervista a Michael Guarneri

Questi fiori malati. Il cinema di Pedro Costanasce da un precedente progetto intrapreso con Bébert Edizioni. Nel 2014 Bébert Edizioni inaugura la collana dedicata al cinema “24fps” con il volume Armonie contro il giorno. Il cinema di Béla Tarr, scritto da Marco Grosoli. Per Armonie contro il giorno, io ho curato un’appendice di interviste con il regista Béla Tarr, il direttore della fotografia Fred Kelemen e il compositore Mihály Víg. L’editore è rimasto molto soddisfatto del mio lavoro e mi ha proposto di scrivere un libro su un cineasta di mia scelta, al che io ho scelto Pedro Costa, un vero e proprio gigante del cinema a mio avviso, ma su cui non esisteva ancora uno studio monografico

Emilio Villa l’Eclettico Verbovisivo

La raccolta UNA MUSA INDISCRETA – Quattro testi su Emilio Villa (Archimuseo Adriano Accattino, edizione. f. c.) riunisce interventi dedicati al poeta clandestino nell’ambito del Convegno ‹‹I Verbovisionari. L’altra avanguardia tra sperimentazione visiva e sonora ››, tenutosi alla Scuola Normale Superiore di Pisa, il 24 e 25 novembre 2016. Percorsi paralleli che, pur nei differenti approcci dei singoli autori in ambiti di ricerca consonanti, ci consegnano una pluralità di rimandi e intrecci dell’eclettico multiverso villiano