philosophy and social criticism

Posts from the ‘Antropologica’ category

Il sesso degli angeli

Il digitale, la rete, le nuove frontiere della pervasività pubblicitaria stanno compiendo una “rivoluzione tranquilla” che già mostra i suoi successi: i bambini di 9 – 10 – 11 anni sono già permanentemente interconnessi, i preadolescenti si mostrano sempre più precoci nel mettere in atto comportamenti sessualizzati; e si mostrano sempre più aderenti a stereotipi sessuali che fanno della discriminazione fra i generi e dell’uso “commerciale” del proprio corpo, due elementi naturali della vita sociale

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Jacques Rancière : «Il popolo è una costruzione»

Il popolo non è la massa della popolazione; il popolo è una costruzione. Non esiste, è costruito da discorsi e atti. Occupy, le Primavere arabe, gli Indignati, piazza Syntagma a Atene, i movimenti dei sans-papiers, tutto ciò fabbrica un certo popolo di anonimi. E questo popolo è quello della democrazia: un popolo che manifesta il potere di non importa chi

La vita come azzardo

Quando parliamo di dipendenza dal gioco, specie in questo tempo di crisi lavorativa, dobbiamo operare una differenza tra coloro i quali cadono nella spira del gioco e al contempo offrono spiragli di uscita e guarigione, e chi invece fa dell’azzardo un elemento strutturale del proprio essere. I secondi sono ovviamente una esigua minoranza, ma esistono. A tale scopo dobbiamo utilizzare alcuni elementi di clinica, utili a comprendere la fenomenologia e la struttura dei cosiddetti “inguaribili”, e per i quali qualsiasi approccio di tipo “disintossicante” ha dato esito negativo. Uno tra questi è il concetto di perversione

I poveri sono ancora matti

I “folli” di oggi sono riconosciuti e accompagnati in una gestione che mira sostanzialmente a neutralizzare, con mezzi più discreti e meno violenti rispetto all’epoca manicomiale, le nuove classi pericolose. D’altra parte, fra pericolosità dei marginali e insicurezza della società esiste un rapporto quanto mai controverso: di sicuro, come dicevamo, oggi non è più all’ordine del giorno una riflessione sulle cause sociali (e non solo prettamente economiche) del disagio mentale

Dall’autonomia al comune: su Cornelius Castoriadis. Intervista con Pierre Dardot e Christian Laval

In questi ultimi anni, Pierre Dardot e Christian Laval hanno scritto e pubblicato insieme due libri importanti per chi vuole pensare e agire sulla trasformazione sociale.”La nouvelle raison du monde, essai sur la société néolibérale” ricostruisce la storia del neoliberalismo e dello Stato, non in quanto dottrina o politica economica ma come forma particolare di organizzazione del mondo e della vita che fa della competizione una norma universale dei comportamenti

Non si deve morire nudi: la danza macabra e la rappresentazione della morte nel Medioevo

La danza macabra doveva essere in primo luogo un promemoria angosciante sulla propria morte, comunque incombente. Morire è il destino di tutti e, in quel momento estremo, non servono a nulla ricchezze e potere: la morte non si cura di ciò che si è stati capaci di creare e accumulare in vita. La morte è spietata e non tratta. Si muore nudi e soli. La morte non si ferma davanti a niente: e il solo vederla è uno spettacolo sempre osceno e disgustoso. I cadaveri esprimono da sempre l’orrore stesso

Rifarsi l´anima. La storia di Alfredo Bonazzi

Poco più di un anno fa è morto Alfredo Bonazzi. Ladro, poeta, assassino redento. Il suo nome fu popolare dapprima nei primi anni Sessanta, quando venne condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio di un tabaccaio milanese (l’ultima di molte condanne, ma l’unica per omicidio); e divenne popolare soprattutto negli anni Settanta, quando iniziò a farsi conoscere come poeta autodidatta, uomo risorto dal suo inferno, emendato dalla sua colpa

Gianni Scalia, il ricordo di un amico

Gianni Scalia, intellettuale di indiscusso livello, umile e mai domo tessitore di trame e intraprese culturali, è scomparso il 5 novembre scorso. Accademico di nessuna accademia, aveva insegnato per anni all’Università di Siena e fondato e diretto “In forma di p

L’amatriciana di Dioniso

L’abbandono dei territori da parte della politica è solo la conseguenza di un abbandono precedente, l’allontanamento simbolico di ciò che una volta si chiamava tradizione