philosophy and social criticism

Posts from the ‘Antropologica’ category

L’impero del bene di Philippe Muray

«Ci troviamo oggi in una situazione che ricorda – ma è mille volte peggio, è mille volte più inquietante – quella del Seicento, quando avere un’opinione propria, essere un individuo, mostrarsi come individuo (e non un avanzo di individuo farlocco, di scarto, di quelli che ‘sanno distinguersi’ grazie al vestito, la macchina, il look, gli hobby, eccetera) costituiva la definizione stessa di eresia. La libertà di pensiero è sempre stata una malattia. Oggi, finalmente, possiamo dirci completamente guariti. Chi non declama il catechismo collettivo è additato come pazzo. Mai come oggi il gregge di coloro che guardano scorrere le immagini ha temuto che un minimo scarto, una variazione, potessero danneggiarlo. Mai come oggi il Bene è stato sinonimo di una condivisione così assoluta» (Philippe Muray)

L’Occidente nella gabbia del nichilismo

Due movimenti guidano la nostra società: da un lato, la promessa di immortalità, potenza sfrenata, liberazione da ogni limite; dall’altro, l’assoluta impotenza davanti alla complessità del reale. I giovani sono le prime vittime del sogno fallito dell’Occidente: irrisi nella loro ricerca di fede, derisi quando chiedono ordine e forma, e non vuoti “diritti”, si vedono negare il diritto al conflitto: unica, vera risorsa per uscire dalla brutalità dei nostri tempi tristi. Un dialogo con lo psicoanalista argentino Miguel Benasayag

Piccoli e ingenui

È raro che un romanzo, come questo di Paterlini, un romanzo che vuole essere un romanzo, riesca ad essere anche un saggio – e le diverse citazioni sparse nel libro, da Pasolini a Twain ad Agostino, sembrano dimostrarlo. Paterlini sembra qui, attraverso le parole del protagonista – l’unico che ricordi qualcosa di una infanzia così violenta in quel paese così desolato – assumere il tono del moralista, allo stesso tempo indignato e rassegnato

Il sesso degli angeli

Il digitale, la rete, le nuove frontiere della pervasività pubblicitaria stanno compiendo una “rivoluzione tranquilla” che già mostra i suoi successi: i bambini di 9 – 10 – 11 anni sono già permanentemente interconnessi, i preadolescenti si mostrano sempre più precoci nel mettere in atto comportamenti sessualizzati; e si mostrano sempre più aderenti a stereotipi sessuali che fanno della discriminazione fra i generi e dell’uso “commerciale” del proprio corpo, due elementi naturali della vita sociale

https://www.pexels.com/photo/action-adult-architecture-blur-266046/

Jacques Rancière : «Il popolo è una costruzione»

Il popolo non è la massa della popolazione; il popolo è una costruzione. Non esiste, è costruito da discorsi e atti. Occupy, le Primavere arabe, gli Indignati, piazza Syntagma a Atene, i movimenti dei sans-papiers, tutto ciò fabbrica un certo popolo di anonimi. E questo popolo è quello della democrazia: un popolo che manifesta il potere di non importa chi

La vita come azzardo

Quando parliamo di dipendenza dal gioco, specie in questo tempo di crisi lavorativa, dobbiamo operare una differenza tra coloro i quali cadono nella spira del gioco e al contempo offrono spiragli di uscita e guarigione, e chi invece fa dell’azzardo un elemento strutturale del proprio essere. I secondi sono ovviamente una esigua minoranza, ma esistono. A tale scopo dobbiamo utilizzare alcuni elementi di clinica, utili a comprendere la fenomenologia e la struttura dei cosiddetti “inguaribili”, e per i quali qualsiasi approccio di tipo “disintossicante” ha dato esito negativo. Uno tra questi è il concetto di perversione

I poveri sono ancora matti

I “folli” di oggi sono riconosciuti e accompagnati in una gestione che mira sostanzialmente a neutralizzare, con mezzi più discreti e meno violenti rispetto all’epoca manicomiale, le nuove classi pericolose. D’altra parte, fra pericolosità dei marginali e insicurezza della società esiste un rapporto quanto mai controverso: di sicuro, come dicevamo, oggi non è più all’ordine del giorno una riflessione sulle cause sociali (e non solo prettamente economiche) del disagio mentale

Dall’autonomia al comune: su Cornelius Castoriadis. Intervista con Pierre Dardot e Christian Laval

In questi ultimi anni, Pierre Dardot e Christian Laval hanno scritto e pubblicato insieme due libri importanti per chi vuole pensare e agire sulla trasformazione sociale.”La nouvelle raison du monde, essai sur la société néolibérale” ricostruisce la storia del neoliberalismo e dello Stato, non in quanto dottrina o politica economica ma come forma particolare di organizzazione del mondo e della vita che fa della competizione una norma universale dei comportamenti

Non si deve morire nudi: la danza macabra e la rappresentazione della morte nel Medioevo

La danza macabra doveva essere in primo luogo un promemoria angosciante sulla propria morte, comunque incombente. Morire è il destino di tutti e, in quel momento estremo, non servono a nulla ricchezze e potere: la morte non si cura di ciò che si è stati capaci di creare e accumulare in vita. La morte è spietata e non tratta. Si muore nudi e soli. La morte non si ferma davanti a niente: e il solo vederla è uno spettacolo sempre osceno e disgustoso. I cadaveri esprimono da sempre l’orrore stesso

Rifarsi l´anima. La storia di Alfredo Bonazzi

Poco più di un anno fa è morto Alfredo Bonazzi. Ladro, poeta, assassino redento. Il suo nome fu popolare dapprima nei primi anni Sessanta, quando venne condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio di un tabaccaio milanese (l’ultima di molte condanne, ma l’unica per omicidio); e divenne popolare soprattutto negli anni Settanta, quando iniziò a farsi conoscere come poeta autodidatta, uomo risorto dal suo inferno, emendato dalla sua colpa