philosophy and social criticism

Posts from the ‘Francesco Paolella’ category

Storie anatomiche

Il mondo di oggi, tutto insieme pre-moderno, moderno e post-moderno, cerca inutilmente di emanciparsi dal sacro, dal religioso; dal bisogno, in particolare, di attribuire un potenziale, una dose più o meno forte di energia ad oggetti (amuleti, reliquie, talismani) che sarebbero capaci di garantire salute, successo, visibilità o, semplicemente, un contatto con ciò che sta in alto (il divino, il genio, l’eroico).

La Coop eri tu

Oggi le cooperative sono ormai “normalizzate”, e cioè depoliticizzate: sono superati i rischi di un legame troppo stretto con ideologie e movimenti politici. Se, appunto, l’identità si è via via smarrita, o quanto meno trasformata, è stato possibile superare le divisioni partitiche fra cooperative di diverso colore: oggi l’unione delle diverse cooperative – che solo in Italia contano 12 milioni di soci e 1,2 milioni di addetti – ha portato quel mondo a essere un interlocutore economico al pari e al fianco degli altri, da Confindustria a Confcommercio.

Aleksandr Lurija, archeologia del labirinto

1943. Fronte russo occidentale, regione di Smolensk: Lev A. Zaseckij, giovane tenente dell’Armata Rossa, viene ferito da un proiettile tedesco che gli penetra in profondità nel cervello cancellando la percezione di una parte del corpo e pregiudicando sia la comprensione del linguaggio che la memoria. Sottoposto a un intenso processo di riabilitazione, Zaseckij recupera frammenti delle funzioni cerebrali perdute e torna, dolorosamente, a vivere: riaffiorano nomi di persone e oggetti, impara di nuovo a contare, riconosce la via di casa…

La malattia del lavoro

Al momento dell’Unità il lavoro era molto spesso un’esperienza discontinua. Ci si adattava trovando fonti alternative di sostentamento, esercitando diverse attività o spostandosi alla ricerca di un’occupazione. A fine Ottocento nasce una nuova consapevolezza: la mancanza di lavoro è una forma di ingiustizia contro cui occorre lottare.

Per non essere letto

Dal Gruppo 63 al manicomio criminale il passo, per qualcuno, fu troppo breve. Accadde al modenese Gian Pio Torricelli. La cosa che sorprende, parlando di Torricelli, non è che in molti lo abbiano dimenticato, ma che qualcuno ancora lo ricordi.

Due chiese in una

Se già alla Costituente – con il famigerato voto favorevole all’inserimento dei Patti Lateranensi nella Carta – il PCI prese questa strada, oggi ci troviamo davanti un cattocomunismo (che non si può più neppure chiamare tale, visti i rapporti di forza interni al PD) ridotto a semplice blocco di potere. Il Partito Democratico è un partito sostanzialmente clericale e anti-liberale.

Il mito Pasolini

La storia di Pasolini è tutta una storia sacra, in fin dei conti. E’ uno straordinario, quanto disperante, tentativo di disvelamento dell’inferno, del nostro nuovo inferno. Ciò che resta oggi dell’officina-Pasolini non può consolarci, né strapparci (se ci siamo immersi) a una ottusa nostalgia.

"Pier Paolo Pasolini"

Comizi d’amore di Pier Paolo Pasolini

Pasolini, nella laboriosa storia creativa di “Comizi d’amore”, si è inoltrato fra i “misteri del sesso”, dei suoi eccessi, delle sue anormalità e delle sue mediocri imprese. Al sesso il poeta-regista finiva per attribuire una importanza perfino eccessiva; al sesso attribuiva niente meno che il potere di determinare la vita di un uomo, premiandolo o condannandolo.

Le guerre bestiali di Rembrandt Bugatti

La figura di Bugatti può ricordare, per certi versi e paradossalmente, quella del monomaniaco Achab sul Pequod. Lo scultore animalista viveva l’ossessione per gli animali e per i loro corpi, odiando allo stesso tempo le normali relazioni esistenti fra uomini e animali

Anarchia e anarchia: Pier Paolo Pasolini

La sinistra tradizionale italiana non avrebbe potuto (e non ci è neppure riuscita, come vediamo oggi) che proporre la via riformistica del welfare state, dell’addolcimento dello sviluppo. Pasolini sembra a un certo punto affidarsi di più alla chiesa, cioè alla chiesa di Giovanni XXIII, che avrebbe potuto prendere la via dell’opposizione, togliendosi dalla marginalità folkloristica in cui si era rinchiusa. L’opposizione (ipotetica) al nuovo potere consumistico non poteva infatti che essere anche religioso.

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Il privilegio della polvere

La casa è un feticcio. Lo scrittore Michele Mari parla delle proprie case, quelle dove ha trascorso lunghi periodi durante l’infanzia, e lo fa per immagini, “per feticci”. In un racconto che si intreccia con le fotografie di Francesco Pernigo,

Lo shock della follia manicomiale

di Francesco Paolella Nota su: Gianni Berengo Gardin, Manicomi: psichiatria e antipsichiatria nelle immagini degli anni settanta, Contrasto, Roma 2015. Cosa rimane oggi dello shock provocato…

Le armi della Chiesa

La guerra poteva essere letta anche come castigo divino: ma non soltanto come un castigo. Il martirio di più di una generazione poteva infatti essere interpretato come un sacrificio necessario per espiare le colpe di un popolo e della sua classe dirigente. Da questa idea derivavano metafore ardite sul sacrifico dei soldati, paragonato addirittura alla passione di Cristo. Dagli altari la guerra veniva allora tradotta come strumento di penitenza e di (possibile) salvezza davanti alla crisi della cultura continentale.