philosophy and social criticism

Posts from the ‘Autori’ category

«I like, therefore I am»: René Girard “padrino” dei like?

«The godfather of like», il padrino del “mi piace”: così il Times Literary Supplement titola un intervento su René Girard di Jonathan Benthall, per oltre un quarto di secolo direttore del Royal Anthropological Institute. La chiave di volta è il rapporto fra Girard e il venture capitalist Peter Thiel // di Marco Dotti

Letteratura e psicoanalisi

L’incontro tra letteratura e psicoanalisi ha segnato la cultura del Novecento. Sono due esperienze per tanti versi simili, come la singolarità irriducibile delle storie, lo scavo nel passato, l’approccio indiziario e, anzitutto, la necessità inesausta di raccontare

Leopardi e i filosofi

Studiosi o meno di filosofia, le parole e le idee di Leopardi sono per tanti un porto sicuro e una vera consolazione, a cui ritornare il più possibile e a cui concedere, soprattutto, la possibilità di vincere l’incantesimo che le eterne, facili illusioni mettono fra l’uomo e la realtà.

Spaesati. Le anime morte del terremoto

Il nuovo lavoro di Ferracuti e Marrozzini racconta di una specie di “natura morta”: la vita degli uomini, vita che sembra essersi arrestata e arresa. Pochi volenterosi proseguono a tenere aperta una bottega o a curare, da medici, i malati. Ma per quanto tempo? E con quale prospettiva?

Basta minoranze! Sinistra e identità

IL consumismo culturale delle élites (democratiche, antifasciste, antirazziste ecc. ecc.) ha deciso di abbandonare ogni visione complessiva della società. Una riflessione sul libro di Mark Lilla, “L’identità non è di sinistra”

Ludocapitalismo e povertà: vivere e morire a Las Vegas

C’è un esercito di poveri, che affolla le notti di Las Vegas. Città dell’azzardo e del divertimento, ma anche della disperazione: qui tutto diventa spettacolo. Anche il dolore degli ultimi. Di loro, racconta il reportage firmato dal fotografo svizzero Christian Lutz

Prostituzione e storia

Fino a che punto ci si può mettere in vendita? Posso, sempre e comunque, disporre del mio corpo, di ogni suo organo? Se “io sono mio\mia”, perché dovrebbero esistere dei limiti alla possibilità di alienare una parte di me, anche, ad esempio, per mettere alla luce un bambino, destinato – dietro compenso – ad altri? Oggi è soprattutto il tema bruciante della “gestazione per altri” a far discutere, ma, sul fondo, resta sempre il dilemma legato alla prostituzione: lo scambio sesso-denaro può essere considerato come qualsiasi altra prestazione, anche in senso lavorativo?

Dove si nasconde la salute

“Che cosa significa la malattia per la medicina?” è la domanda che si pone, oggi, il sapere medico strumentale. “Che significato ha la malattia per il malato?” era, al contrario, la questione che interessava Victor von Weizsäcker. 

Erotismo e xenofobia

Erotismo e xenofobia, due sentimenti a volte totalizzanti, che mai comunque lasciano indifferenti. La loro relazione è profonda poiché sono l’uno il risvolto dell’altro. Se l’erotismo è, secondo la celebre definizione di Bataille «portare la vita sin dentro la morte»la xenofobia, al contrario, può essere considerata un «portare la morte sin dentro la vita». Quando, infatti, analizziamo l’essenza dell’uno e dell’altra, ci accorgiamo che hanno la stessa matrice. L’erotismo è una forza creatrice, poietica, potentissima, messa dalla Vita, dalla Zoé senza caratterizzazioni, a disposizione della nostra specifica e caratterizzata Bios umana,affinché la sua continua ricombinazione la faccia prosperare

Nostradamus, falso profeta

a almeno tre secoli, il “mago di Salon” è il campione assoluto di queste false “rassicurazioni”: le sue quartine, così astruse e generiche da essere infinitamente reinterptretabili e manipolabili, imperversano a ogni occasione infausta. Nei giorni successivi all’undici settembre del 2001, ad esempio, “Nostradamus” – che avrebbe ovviamente previsto aerei, attacchi e crolli – è stata fra le voci più ricercate su Google

Sicurezza umana vs. paradigma sicuritario

Cosa intendiamo con “sicurezza umana”? Il concetto di “sicurezza umana” e la sua idea di fondo – rimarcano nel loro editoriale i curatori del fascicolo Michelle Becka, Felix Wilfred e Mile Babić – derivano dal rapporto del 1994 sullo sviluppo umano delle Nazioni Unite.

Spiritualità e politica

La perdita del futuro, delle possibilità impensate e delle utopie possibili, può essere ciò che più strettamente unisca oggi la crisi della politica e la marginalità a cui sembra condannata la spiritualità. Il dominio, ottuso e soffocante, del visibile, di ciò che c’è già, condanna a proseguire su strade già battute. Il dominio dell’economico rappresenta, come si sa, il culmine di questa continua espropriazione di ciò che è umano e delle potenzialità dell’umano in ogni uomo