philosophy and social criticism

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Il cinema di Pedro Costa. Intervista a Michael Guarneri

Questi fiori malati. Il cinema di Pedro Costanasce da un precedente progetto intrapreso con Bébert Edizioni. Nel 2014 Bébert Edizioni inaugura la collana dedicata al cinema “24fps” con il volume Armonie contro il giorno. Il cinema di Béla Tarr, scritto da Marco Grosoli. Per Armonie contro il giorno, io ho curato un’appendice di interviste con il regista Béla Tarr, il direttore della fotografia Fred Kelemen e il compositore Mihály Víg. L’editore è rimasto molto soddisfatto del mio lavoro e mi ha proposto di scrivere un libro su un cineasta di mia scelta, al che io ho scelto Pedro Costa, un vero e proprio gigante del cinema a mio avviso, ma su cui non esisteva ancora uno studio monografico

Chiamami col tuo nome

Terza opera di una trilogia che è stata definita Trilogia del Desiderio, Call Me by Your Name, è l’ultima fatica del regista meno italiano tra i nostri cineasti, Luca Guadagnino

Enrico Maria Salerno, Alida Valli e la post-verità

Che c’entrano Enrico Maria Salerno e Alida Valli in tutto questo, vi chiederete? Entriamo nel vivo del discorso. Siamo in Italia, più precisamente negli studi RAI e corre l’anno 1959. Il genio del male stavolta è un signore toscano, di Montevarchi, si chiama Vladimiro Cajoli

L’Italia dopo la lotta di classe. Appunti sul cinema italiano della crisi

Al culmine del declino del modello produttivo che, fra anni ottanta e novanta, sembrava proiettare l’Italia verso magnifiche sorti e progressive, in una tetra atmosfera di disfacimento del tessuto civile e antropologico, la crisi economica è divenuta, negli ultimi anni, lo sfondo di alcuni film italiani. L’assenza dell’antagonismo di classe, dell’opposizione culturale e sociale al dominio della finanza e della logica mercificante, rende lo scenario particolarmente drammatico, perchè privo di qualsivoglia prospettiva che ecceda quella della resistenza individuale

Harpo Speaks! Intervista con Martina Biscarini

Harpo Speaks! è il testamento letterario di Adolph Marx (detto Harpo) che, stanco di stare in silenzio (questo fu il suo ruolo in ogni spettacolo) decise di raccontare la sua vita a Rowland Barber (scrittore e sceneggiatore di: Lassù qualcuno mi ama, dramma diretto da Robert Wise nel 1956, tra gli altri) lasciando ai posteri una testimonianza di indubbio valore documentario e umano