philosophy and social criticism

Le regole del bere

di Francesco Paolella

Mark Forsyth, Breve storia dell’ubriachezza, trad. di Francesca Crescentini, Il Saggiatore, Milano, 2018

La passione degli uomini per l’alcol è così radicata che non esiste luogo sulla terra dove il bere non abbia una storia. L’ubriachezza è una condizione allo stesso tempo pericolosa e ambita, temuta e desiderata; ed essa può diventare persino uno strumento per controllare gli uomini, per renderli indifesi, malleabili o per degradarli.

La storia dell’alcol è una storia che si occupa dei consumi degli uomini, della loro alimentazione e della loro povertà; è, in secondo luogo, una storia che ha a che fare con i loro comportamenti anomali o violenti, con i loro eccessi e con la conseguente, necessaria repressione poliziesca; ed è, infine, una storia che deve occuparsi di tutte le malattie che da questo abuso così universale sono derivate e sempre deriveranno. In una formula: economia, politica, medicina.

Se l’ubriachezza è universale – come ci insegna Mark Forsyth in questo libro per nulla noioso ed, anzi, molto divertente – ogni contesto e ogni periodo storico hanno avuto delle proprie regole da rispettare  a proposito del bere; e sono variati grandemente i significati che ogni cultura ha dato al rito, sempre collettivo, dell’ubriacarsi.

Più si va indietro nei secoli, e più chiaramente l’uso di bevande alcoliche si collega a significati mistici e religiosi. La lezione di William James rimane in questo senso essenziale:

«L’influenza dell’alcol sull’umanità è senza dubbio dovuta al suo potere di stimolare le facoltà mistiche della natura umana, solitamente schiacciate al suolo dalla freddezza dei fatti e dall’arido spirito critico che accompagna i momenti di sobrietà. La sobrietà sminuisce, distingue e dice no; l’ubriachezza espande, unisce e dice sì» (pagina 63).

In molti paradisi c’è grande disponibilità di alcolici, anche in quelli le cui religioni di riferimento lo vietano agli uomini vivi. Di più, l’alcol è sempre stato una via di accesso per arrivare a una comprensione più ampia e più caotica della vita e di se stessi, una comprensione alla stesso tempo più lucida e più confusa. Come giustamente nota Forsyth, è nella sua intrinseca contraddittorietà che sta il suo successo. Chi beve tanto può resistere di più alla fatica del lavoro, ma è meno consapevole di quello che sta facendo; chi beve tanto può andare facilmente in escandescenze e, chissà, rivoltarsi contro soprusi che, da sobrio, tollererebbe benissimo, ma, allo stesso tempo, può anche essere più facilmente manipolato. E così via.

Il successo inesauribile dell’alcol, il quale ha a che vedere strettamente con la natura più intima dell’uomo (tanto con la sua vita sessuale quanto con la sua vita spirituale), non potrà mai essere davvero scalfito dal proibizionismo. Anche se le leggi per la sobrietà potranno, almeno in parte, modificare il consumo di vino e liquori, non appena ci sarà l’occasione (legale e non), gli spiriti torneranno a farsi sentire.

Ci sono parti del mondo dove – ed è quasi un luogo comune il ricordarlo – l’alcol sembra essere più essenziale che altrove (la Russia, l’Inghilterra…), dove il bere, con i suoi riti e le sue esagerazioni, assume un ruolo centrale nella vita degli uomini, fino a regolarne i rapporti e il passare del tempo. Ciò vale anzitutto per i più poveri, che hanno usato l’alcol anzitutto come alimento e come alternativa “igienica” all’acqua, spesso malsana, oltre che come “distrazione” per ingannare lo stomaco o non sentire la fatica. Oggi siamo più o meno tolleranti verso l’abuso di alcolici, la cui produzione e la cui vendita sono regolate per difendere, per quanto possibile, la salute e l’incolumità delle persone. Non capita più – come avveniva della Londra del Settecento – di vedere gente (povera) morta stecchita per strada per una bevuta di troppo di gin troppo forte. Ciò nonostante, l’alcol è pur sempre un’arma che ognuno di noi si trova spesso fra le mani, e con cui viene investita di un potere allo stesso tempo ridicolo e inquietante.


Cita questo articolo: Le regole del bere, "Tysm". Published 10 Marzo 2019. Last accessed 24 Aprile 2019. http://tysm.org/le-regole-del-bere/

 

TYSM REVIEW
PHILOSOPHY AND SOCIAL CRITICISM
ISSN: 2037-0857
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