philosophy and social criticism

Antropocene, capitalismo fossile, capitalismo verde, eco- socialismo. Dov’è l’uscita?

Negli Stati Uniti, le pubblicazioni di ecologia critica si rivolgono a un pubblico in crescita, come testimonia il successo dell’ultimo libro di Naomi Klein Uno dei promotori attivi di questa corrente di pensiero è la Monthly Review, insieme alla sua casa editrice. È quest’ultima a pubblicare il libro importante, e assai attuale, sull’Antropocene di Ian Angus, ecosocialista canadese e editore della rivista on line Climate and Capitalism

La sovranità del dollaro

Il programma del neoeletto presidente americano, Donald Trump, tutto volto a rafforzare l’economia interna isolando gli Stati Uniti dal resto del mondo, rafforza non poco gli argomenti sovranisti della destra populista europea. La qual cosa è in un certo senso paradossale se solo si pensa alla contraddizione tra l’auspicata sovranità economica nazionale e il dollaro, un moneta che è sì nazionale ma che funge contemporaneamente da moneta di riserva internazionale, una moneta cioè che è utilizzata per pagare le importazioni negli Stati Uniti, per finanziare gli investimenti diretti e indiretti all’estero, per erogare prestiti a imprese e paesi emergenti

Etienne Balibar: «L’universale non unisce, divide»

Fare i conti con l’universalismo. In questa intervista, Etienne Balibar ci spiega perché «abbiamo bisogno di imparare a pensare filosoficamente la condizione spuria delle istituzioni nelle quali viviamo» e che «la fonte comune all’universalismo e al razzismo – questi due opposti – è l’idea della specie umana così come essa è stata fabbricata dalla modernità borghese, di cui uno dei principali rappresentanti è Kant. Come può Kant essere al tempo stesso il teorico del rispetto incondizionato della persona umana e il teorico della diseguaglianza culturale delle razze?»

La malattia di Pasolini

L’interrompersi della storia, la scomparsa del “prima” va di pari passo con l’incapacità di inventare soluzioni possibili e prospettive praticabili. Gli stessi esclusi, le vittime dello sviluppo, non garantivano più alcuna garanzia di resistenza, almeno ipotetica. Le nuove generazioni, i “giovani” così bistrattati, temuti e rimpianti dall’ultimo Pasolini, sono allora i “mostri”, le cui ribellioni non accennano più a una possibile rivoluzione. Il potere borghese è stato interiorizzato a tal punto da corremepre le proprie vittime (Salò).

Non c’è un “mondo comune”

L’espressione “mondo comune” è ingannevole. Lo è per il fatto di darci a intendere che il mondo è immediatamente “oggettivo” e che noi lo condividiamo con altri. Ma quanto vale questa idea? Quanto vale oggi per noi che dobbiamo agire in condizioni politiche e sociali determinate?

Metafisica dei consumi

Se anche la poesia – come ci dice serio Magnason – diventa un prodotto da scaffale, la poesia può finalmente degradarsi, disperdersi nell’inferno della sofisticazione e del fac-simile, tipico del consumo di massa. Ma in questo modo la stessa poesia si permette una specie di liberazione estrema: liberazione dal supermercato fatto a misura d’uomo. Ma è una liberazione inutile, per finta: io preferisco rimanere al sicuro nel mio purgatorio di detersivi e detergenti: chi vorrebbe tornare indietro? Chi potrebbe, pur volendolo?

Un’adorazione vorace

L’origine e la storia del libro di Annie Leclerc -Della Paedophilia e altri sentimenti (Malcor D’ edizioni, Catania 2015)- sono strettamente legate al tema delicato, complesso, inquietante che affronta, all’esperienza personale da cui ha preso avvio la scrittura –una molestia sessuale subita dall’autrice da bambina-, e al silenzio che vi ha pesato sopra a lungo. Così a lungo che il libro, pur fatto oggetto di continui rimaneggiamenti, annotazioni, è rimasto per sempre nel cassetto e solo dopo la sua morte trovato e pubblicato dall’amica Nancy Huston

La scommessa della deglobalizzazione

Secondo l’Economist il rimpatrio delle multinazionali è iniziato prima della rivolta populista del 2016. La loro redditività finanziaria è diminuita a vantaggio delle imprese locali, la loro abilità di arbitraggio fiscale sembra essersi esaurita e la riduzione dei costi del lavoro all’estero sembra anch’essa diminuita. Sta di fatto che negli ultimi cinque anni i profitti delle multinazionali sono calati del 25%

Due clandestinità: Nico Naldini

Naldini ci appare come un uomo che, immobile, vede il mondo, il suo mondo amato e sognato, muoversi, scomporsi, corrompersi: l’invasione degli oggetti di consumo, delle griffe, dell’alcol e della droga, e poi anche dell’integralismo religioso, è per lui la causa della rovina di un “paradiso” che pure è sempre stato effimero e tutto sommato ipocrita

Il ritorno dell’inflazione?

L’Economist parla di un ritorno – possibile – dell’inflazione Anche in questo caso si tratterebbe di qualcosa di straordinario, se solo si pensa che da anni ormai, cioè dall’inizio della crisi nel 2008, viviamo in una “stagnazione secolare”, una situazione cioè in cui l’assenza di crescita, accompagnata dall’aumento delle disuguaglianze, sono all’origine di quel fenomeno inquietante che è la deflazione, ossia la crescita negativa dei prezzi di beni e servizi

Dall’autonomia al comune: su Cornelius Castoriadis. Intervista con Pierre Dardot e Christian Laval

In questi ultimi anni, Pierre Dardot e Christian Laval hanno scritto e pubblicato insieme due libri importanti per chi vuole pensare e agire sulla trasformazione sociale.”La nouvelle raison du monde, essai sur la société néolibérale” ricostruisce la storia del neoliberalismo e dello Stato, non in quanto dottrina o politica economica ma come forma particolare di organizzazione del mondo e della vita che fa della competizione una norma universale dei comportamenti

Non si deve morire nudi: la danza macabra e la rappresentazione della morte nel Medioevo

La danza macabra doveva essere in primo luogo un promemoria angosciante sulla propria morte, comunque incombente. Morire è il destino di tutti e, in quel momento estremo, non servono a nulla ricchezze e potere: la morte non si cura di ciò che si è stati capaci di creare e accumulare in vita. La morte è spietata e non tratta. Si muore nudi e soli. La morte non si ferma davanti a niente: e il solo vederla è uno spettacolo sempre osceno e disgustoso. I cadaveri esprimono da sempre l’orrore stesso

La tessera

Che cosa siamo, quando siamo tutt´uno con una tessera? Alienazione, parola oramai desueta. Una poesia di Lars Gustafsson ce la ricorda