philosophy and social criticism

Cultura come memoria. Jurij Lotman

Un giorno Tolstoj, giovane ufficiale di artiglieria reduce da Sebastopoli, arrivò a Pietroburgo nella redazione del “Contemporaneo”. Tolstoj irruppe nel corso di una disputa molto accesa fra liberali e democratici, ma non riuscì a capire le ragioni del contendere. Chiese allora lumi a Nekrasov, che gli rispose: le convinzioni! Discutiamo per le nostre convinzioni! Ma quali convinzioni, ribatté Tolstoj, queste sono solo parole: «le convinzioni sono quando uno sta in guardia impugnando un pugnale»

Etienne Balibar: «Il fantasma del corpo estraneo»

“Migrante” non è lo stesso che “immigrato”. Tutto è molto confuso. Perché le persone sono razziste? Quali sono i meccanismi? Quali le paure? Bisogna identificarle e comprenderle. La paura è che la gente si insedi: è il fantasma del corpo estraneo, la cui definizione è sempre arbitraria.

Il secolo dei mostri

L’Ottocento ha visto il crollo – di cui ancora oggi si sente l’eco – del mondo naturale, retto da poteri eterni e sacri: la Rivoluzione e la ghigliottina, con la loro dissacrazione carnevalesca e con la seguente comparsa sul palcoscenico di folle poco meno che “bestiali”, sono i veri mostri che hanno iniziato a contrassegnare tutto il secolo XIX. Il quale è divenuto via via sempre più chiaramente anche il secolo dei sogni, del sonnambulismo, dell’automatismo e di ogni perdita di coscienza, ad esempio dovuta all’assunzione di droghe: con la cultura romantica si è creato uno spazio in cui poter materializzare incubi e ossessioni, e dar libero sfogo a forze prima inespresse

Oltre la merce del dolore: il corpo-macchina di Rosanna Benzi

In giorni in cui la spettacolarizzazione del dolore, della malattia e della sofferenza – propria e altrui – diventa stereotipo e macchietta, tralasciando dibattiti estemporanei è utile tornare a Rosanna Benzi. Un libro di Lavinia D’Errico racconta la sua storia, collocandola nella memoria sociale e culturale del nostro Paese

L’idea della Letteratura Potenziale

“Il vero patafisico non prende nulla sul serio, tranne la ’Patafisica… che consiste nel non prendere nulla sul serio. […] In quanto la ’Patafisica consiste nel non prendere nulla sul serio, il patafisico non può prendere nulla sul serio, nemmeno la ’Patafisica”. Luc Étienne, Régent de Contrepet

I figli del futuro

Nel mercato della procreazione nulla è ormai impossibile, e l’orizzonte delle tecniche a disposizione riesce a oltrepassare i confini nazionali e le barriere legislative

Il paradosso della produttività

L’economista Robert Gordon ha recentemente sostenuto che il crollo della produttività a fronte della tanto celebrata rivoluzione informatica, è sintomo, per quanto paradossale, non di innovazione, ma più logicamente di stagnazione tecnologica. I veri progressi epocali, secondo Gordon, sono stati altri, dall’acqua corrente e dall’elettricità alla combustione interna, ai motori a reazione, agli ascensori che hanno ridisegnato le città, non l’informatica

Diario di un povero scrittore

Valentino Zeichen ha, come tutti, amici e nemici ma è soprattutto la distanza – anche sociale – dagli altri intellettuali (molti dei quali disprezzati tanto da liquidarli come “impiegati della letteratura”) a farlo soffrire

«I like, therefore I am»: René Girard “padrino” dei like?

«The godfather of like», il padrino del “mi piace”: così il Times Literary Supplement titola un intervento su René Girard di Jonathan Benthall, per oltre un quarto di secolo direttore del Royal Anthropological Institute. La chiave di volta è il rapporto fra Girard e il venture capitalist Peter Thiel // di Marco Dotti

Cli-fi. Riscrivere il mondo con l’eco-narrativa

Il fatto che la letteratura – da Lucrezio a Mark Twain, da Plinio a Jules Verne – “pensi” e prefiguri la catastrofe climatica non è una novità. Ma il fatto che, oltre a prefigurarla, tenti di anticiparla e, attraverso i suoi strumenti, provi a farsi carico di quei processi di cambiamento che, un tempo, avrebbe reputato non pertinenti al suo campo o al suo orticello, segna  un importante cambio di registro

Sulla mia pelle

Sulla mia pelle, il film di Alessio Cremonini presentato al Festival del Cinema di Venezia 2018, è un lavoro prezioso. Ecco perché