philosophy and social criticism

Davos è davvero la capitale del mondo?

Di fronte al disordine mondiale, ci si chiede con sempre maggior insistenza “chi comanda il mondo”. La domanda è al centro dell’ultimo libro di Giorgio Galli e Mario Caligiuri che si concentrano sul ruolo della “superclasse” finanziaria e sull’impatto delle decisioni delle élites non elettive sui sistemi democratici

Afascismo militante: Berto e Delfini

Il Sessantotto, movimento contrassegnato dalla nevrosi, avrebbe rappresentato dunque l’inizio di un periodo che avrebbe condotto a una deprimente degenerazione nelle vita civile e culturale italiana. Di chi la colpa? Non si salvava nessuno: la borghesia, il grande capitale, i partiti, i rivoluzionari, gli accademici, gli editori. Tutti avevano (e hanno ancora, del resto) in comune una terribile malattia cronica: la retorica.

Enrico Maria Salerno, Alida Valli e la post-verità

Che c’entrano Enrico Maria Salerno e Alida Valli in tutto questo, vi chiederete? Entriamo nel vivo del discorso. Siamo in Italia, più precisamente negli studi RAI e corre l’anno 1959. Il genio del male stavolta è un signore toscano, di Montevarchi, si chiama Vladimiro Cajoli

Fra realtà e narrazione

Di sicuro, in economia non sempre il semplice è il sigillo del vero. Lo dimostra la discussione in corso attorno al futuro del costo del denaro, cioè dei tassi di interesse, negli Stati Uniti come nel resto del mondo

L’assurdità del bene: Pierre Bayard

La guerra, con la confusione e la crisi di valori che essa sempre comporta, può dunque far emergere lati oscuri della nostra personalità, davanti ai quali è quasi impossibile difendersi. L’unico, possibile antidoto resta la capacità di creare e di porsi delle scelte, per evitare di seguire meccanicamente il “contesto”, abituandosi troppo presto all’inevitabile. Ne parla Pierre Bayard nel suo ultimo libro, edito da Sellerio

Storia di Antonia

Leggere “Storia di Antonia” di Dario Stefano Dell’Aquila e Antonio Esposito è una esperienza impegnativa. In primo luogo per l’intollerabile tragedia che vi viene minuziosamente raccontata: la morte di Antonia Bernardini, bruciata viva nel suo letto di contenzione quando era internata nel manicomio giudiziario di Pozzuoli, circa 40 anni fa. In secondo luogo, la lettura del volume a tratti è davvero difficoltosa anche per i diversi linguaggi, per le diverse scritture che lo percorrono: dallo stile burocratico della magistratura a quello scientifico (o, a volte, solo apparentemente scientifico) della psichiatria, a quello giornalistico, più o meno “militante”

Una sinistra radicale, non vuol dire estremista ma anticapitalista

Radicale , ma anche anticapitalistica. E’ scomparsa la parola capitalismo dal lessico della sinistra e pour cause. Il fondatore del Pd ha dichiarato sin dalle origini l’equidistanza tra imprenditori e operai. E come può essere di sinistra un partito che mette sullo stesso piano chi sfrutta e chi è sfruttato? Certo, non siamo nell’800, e nella nostra piccola e media impresa esistono anche generose figure di imprenditori. Ma siamo in una società capitalistica…

Criptofeticcio: il caso bitcoin

Sembra di sognare, eppure la storia della finanza è punteggiata da febbri misteriose, a partire da quella per i tulipani d’inizio Seicento, in Olanda, quando il prezzo di un bulbo raggiunse quello di una casa signorile. Almeno su questo sembra ci sia un accordo generale: i bitcoin sono un attivo speculativo. Altro che denaro, per quanto elettronico, per quanto scritturale, come per il 90 percento del denaro in circolazione!

Gli appestati

Cosa accomuna Dante e Oriana Fallaci, Walter Benjamin e Yukio Mishima, Julius Evola e Umberto Eco?

Azzardo predatorio e spazi anaffettivi di solitudine

Bambine abbandonate in un’auto, mentre i genitori giocano alle slot machine. Il padre perde tutto quello che ha in azzardo e la madre si prostituisce, per permettergli di continuare a “giocare”. Ciò che le istituzioni centrali continuano a chiamare “gioco lecito”, “gioco pubblico”, “gioco legale” genera degrado. E orrore senza fine. È questo il prezzo che la nostra società è disposta a pagare?

Senza madre?

La GPA (gestazione per altri, oppure, forse meglio: gestazione per conto di altri) è una questione cruciale del nostro tempo. Suscita riflessioni scandalizzate oppure già rassegnate, ed espone tutti al disagio che si prova davanti a mutamenti di cui non si possono comprendere bene i contorni né immaginare gli effetti. Tanto più, se pensiamo al fatto che forse, in un futuro ormai non più lontano, la pratica di mettere al mondo bambini voluti (progettati) da altre persone, non sarà il problema più grave e urgente con cui avremo a che fare in materia, e mi riferisco ovviamente all’ipotesi di poter realizzare uteri artificiali

Reddito di dignità per fermare l’esodo dei giovani

Mai nella storia secolare del capitalismo le imprese avevano avuto tanto denaro a buon mercato, mai tanta forza lavoro, anche qualificata, docile e rassegnata a propria disposizione. Eppure gli investimenti languono, ovunque, quando non arretrano. In Italia sono scesi a un tasso medio annuo del 4,4% (nel Sud -6,6%) tra il 2008 -14. E l’orizzonte non è roseo per le sorti dell’occupazione