philosophy and social criticism

Posts tagged ‘poesia’

Memorie di una aristocrazia poetica

Al di là degli artisti ritratti in questo libro di memorie, sono interessanti le osservazioni dell’autore, il poeta e saggista Elio Pecora, su come e quanto sia cambiato, e cambiato fino allo stravolgimento, il mondo della cultura italiana negli ultimi decenni. Vediamo in altre parole qui come la “società acculturata” si sia ridotta ormai a una esausta (ma apparentemente inesauribile) serie di eventi, a una sequenza di esibizioni, vediamo insomma come il narcisismo abbia escluso ogni possibile condivisione

Metafisica dei consumi

Se anche la poesia – come ci dice serio Magnason – diventa un prodotto da scaffale, la poesia può finalmente degradarsi, disperdersi nell’inferno della sofisticazione e del fac-simile, tipico del consumo di massa. Ma in questo modo la stessa poesia si permette una specie di liberazione estrema: liberazione dal supermercato fatto a misura d’uomo. Ma è una liberazione inutile, per finta: io preferisco rimanere al sicuro nel mio purgatorio di detersivi e detergenti: chi vorrebbe tornare indietro? Chi potrebbe, pur volendolo?

Rifarsi l´anima. La storia di Alfredo Bonazzi

Poco più di un anno fa è morto Alfredo Bonazzi. Ladro, poeta, assassino redento. Il suo nome fu popolare dapprima nei primi anni Sessanta, quando venne condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio di un tabaccaio milanese (l’ultima di molte condanne, ma l’unica per omicidio); e divenne popolare soprattutto negli anni Settanta, quando iniziò a farsi conoscere come poeta autodidatta, uomo risorto dal suo inferno, emendato dalla sua colpa

Un poeta si confessa – Intervista con il poeta Sotirios Pastakas

«Il poeta ha il compito di prendere sotto braccio la lingua e farla avanzare di mezzo passo. Per tutto il resto hanno il compito di rispondere e trovare soluzioni, la politica, la scienza e la tecnologia». Il poeta Sotirios Pastakas non ha bisogno di presentazioni e di prologhi. Appare agli spazi della poesia nel 1981 e da allora fino ad oggi porta la Grecia e in particolare la poesia greca, alla ribalta della poesia mondiale facendo conoscere di più la Grecia

Poesia in s-vendita

Marco Nicastro Si dice che la poesia sia pochissimo letta: è vero. Io, ad esempio, tra i miei amici “lettori forti” non conosco nessuno che la…

Sarajevo

Il ponte, che nella lirica Sarajevo di Sotirios Pastakas unisce le due sponde del fiume Miljacka e permette alla gente di “camminare su e giù, incontrarsi e scambiarsi abbracci”, è anche l’immagine che più si addice alla sua idea e al suo appassionato amore per la poesia.

"Fotografare l'invisibile"

Vedere senza sapere. Bonnefoy, poesia e fotografia

Il fotografo è, a suo modo, l’annunciatore del Nulla, libera le cose lasciandole nude, spoglie, silenziose, e ci consegna un irrimediabile vuoto. Scrive Yves Bonnefoy: «Il fatto che il dettaglio casuale, che il caso in quanto tale si rivelassero in una fotografia, esprimendo in essa, per la prima volta nell’immensa storia delle immagini, la loro realtà tanto specifica quanto irriducibile, fu un evento del quale non va sottovalutata la capacità di far vacillare fin nei loro ignoti fondamenti le basi della coscienza»

"Roberto Roversi"

Bisogna inventare la realtà. La lezione pedagogica di Roberto Roversi

Attualità e inattualità di Roberto Roversi, editore, libraio, poeta che, dinanzi alla crisi culturale e editoriale dei nostri anni, raccomandava di “partire con tutte le forze, ma non più con rassegnazione”. Un dialogo con Luca Sossella sul senso del fare (editoria, oggi): “Ogni libro dovrebbe essere una nuova proposta pedagogica, cioè il contrario delle produzioni editoriali di massa che presuppongono in modo illusorio un cliente già determinato, cosicché finiscono per dare un corpo a questo non-lettore medio che hanno postulato. Il disastro è sotto gli occhi di tutti. Di tutti coloro che hanno occhi”

"José Angel Valente"

Versi per l’esilio

La parola poetica, suggerisce José Ángel Valente, può sperare di ritrovare un proprio «centro» solo sgombrando il campo dagli «affanni individuali», riducendoli a una somma zero – «piano piano mi addentro, mi studio con rara pazienza, denuncio a uno a uno i miei affanni» – prima di liberarsi nel «vuoto» e nella rimozione totale della «propria storia».

"Lager di Bolzano"

“Vita con morte”

di Egidio Meneghetti I Nel’aria de Bolsàn gh’è primavera, el cielo de Bolsàn l’è rosa-blu, ma tuti sente ’na tempesta nera longo la vale che la…