philosophy and social criticism

Posts tagged ‘populismo’

Etienne Balibar: «L’universale non unisce, divide»

Fare i conti con l’universalismo. In questa intervista, Etienne Balibar ci spiega perché «abbiamo bisogno di imparare a pensare filosoficamente la condizione spuria delle istituzioni nelle quali viviamo» e che «la fonte comune all’universalismo e al razzismo – questi due opposti – è l’idea della specie umana così come essa è stata fabbricata dalla modernità borghese, di cui uno dei principali rappresentanti è Kant. Come può Kant essere al tempo stesso il teorico del rispetto incondizionato della persona umana e il teorico della diseguaglianza culturale delle razze?»

Étienne Balibar: «Abbiamo bisogno di un contro-populismo »

Etienne Balibar: «L’Europa si è disonorata nel senso che l’onore non è solamente una questione di morale, ma anche in un certo modo, un valore politico, nel quale entra in gioco la volontà – o meglio la capacità – di agire il più conformemente possibile ai principi a cui ci si appella o che si pretende di difendere»

Un nuovo paradigma: Trump e poi?

Mr. Trump ha promesso un forte stimolo fiscale per rilanciare la crescita economica americana, sia con una forte riduzione delle imposte sugli alti redditi e sul capitale, sia con un altrettanto forte aumento della spesa pubblica per investimenti infrastrutturali. Assieme, queste due misure portano diritti all’aumento dei deficit pubblici e di conseguenza dei tassi di interesse a causa del probabile aumento dell’inflazione. In tale prospettiva, gli investitori cosa fanno?

Brasile: il colpo di Stato legale

Chiamiamo gatto un gatto. Quello che è accaduto in Brasile con la destituzione della Presidente eletta Dilma Rousseff è un colpo di Stato. Colpo di Stato pseudo-legale, “costituzionale”, “istituzionale”, parlamentare, tutto ciò che si vorrà, ma pur sempre colpo di Stato. L’analisi di Michael Löwy.

Psicopolitica: cittadinanza passiva e fine della libertà

Che cosa accade se l’azione sociale e politica riduce il cittadino alla passività dello spettatore? Se lo chiede il filosofo filosofo coreano Byung-Chul Han, nel suo nuovo libro, Psicopolitica. La nostra democrazia digitale funziona soprattutto per soggetti solitari, consumatori inesauribili ma apatici

Il Front National è un puro prodotto della Quinta Repubblica

Non scambiamo le cause per gli effetti. Il successo del FN è un effetto della distruzione effettiva della vita democratica per mezzo della logica consensuale. Si vorrebbe equiparare il FN alle squadre paramilitari di altri tempi, reclutate nei bassi fondi per abbattere il sistema parlamentare in nome di un ideale di rivoluziona nazionale. Ma il FN è un partito parlamentare che deve il proprio successo alle contro-effettualità del sistema elettorale in vigore e alla gestione mediatica dell’opinione attraverso il metodo del sondaggio e del commento permanente (Jacques Rancière).

"Alberto Asor Rosa"

Intellettuali senza popolo. Leggendo «Scrittori e massa» di Alberto Asor Rosa

Con «Scrittori e massa», Alberto Asor Rosa si propone di aggiornare l’interpretazione radicale fornita mezzo secolo fa in «Scrittori e popolo». La tesi dello studioso è che il «popolo» sia definitivamente tramontato e che la protagonista sia oggi la «massa». Il discorso di Asor Rosa rifiuta però di confrontarsi realmente con la questione cruciale della trasformazione del ruolo dell’intellettuale. E finisce col fondere insieme nello spettro della «massa» dinamiche profondamente differenti.

La trappola degli “intellettuali”

Viviamo la perdita del futuro, la confisca della storia, la privazione della speranza. Tocca a noi produrre concetti e principi di cui gli attori politici e sociali possano fare uso nelle loro pratiche effettive. Si tratta di far emergere, dalle lotte e dalle iniziative collettive, un nuovo paradigma politico capace di riaprire il futuro. Un compito simile richiede un lavoro teorico senza concessioni, non chiacchere e posture, inchieste e indagini serie, non slogan o banalità.

Costruire il «popolo». Il nuovo populismo di Rafael Correa nel laboratorio dell’America Latina

A partire dall’inizio del nuovo secolo, i paesi latino-americani sono stati infatti un formidabile laboratorio di sperimentazione politica, nel quale hanno visto la luce formule politiche nuove, di segno spesso molto differente e peraltro difficilmente interpretabili con le categorie più consolidate della politica europea. I movimenti e gli esperimenti nati in Argentina dopo la grande crisi dell’inizio del secolo, la «rivoluzione bolivariana» di Hugo Chavez, il Brasile di Lula, la Bolivia di Morales non hanno infatti solo dato inizio a stagioni politiche che hanno rotto con la storia precedente di questi Paesi, ma sono spesso andate a coincidere anche con la sperimentazione di nuove formule di organizzazione politica e di partecipazione popolare.

"Videocrazia"

La demagogia, le sue forme. Incontro con Luciano Canfora

L’estinzione dello stato è già avvenuta, e ciò grazie al dominio planetario delle forze economiche vincenti, che hanno superato la dimensione statale da tantissimo tempo ; il secondo dopoguerra è la fase in cui lo stato come orizzonte ferreo in cui si svolge il conflitto delle classi e il predominio dei più forti, è alle spalle, nel senso che lo stato è sempre più una cornice burocratica empirica per l’ordinaria amministrazione e, se vogliamo, anche per pilotare su degli obiettivi intermedi, gratificanti per tutti, il conflitto; mentre poi la vera contrapposizione avviene ad un livello tale, con forze tali, che non è attingibile da un conflitto diretto

"Rouges-bruns"

L’Europa in mano ai rossoneri. Intervista con Jean-Loup Amselle

Un nuovo spettro si aggira per l’Europa: è lo spettro rosso-nero della guerra tra razze. La “razzizazione” del conflitto ha mascherato le ragioni profonde – economiche, antropologiche, sociali – della crisi, creando figure inedite nella loro configurazione ibrida, capaci di muoversi con destrezza nella società postcoloniale: i chierici rosso-neri

"Facebook evolution"

Populismo senza popolo

L’astensionismo alle elezioni regionali è un dato allarmante che non va minimizzato. Il Premier Renzi ne parla come di un “fenomeno secondario”, ma il politologo Marco Revelli invita a leggerlo nella chiave di una complessiva crisi di fiducia e di corruzione del legame sociale. Con un particolare: la disillusione, che finora toccava soprattutto i partiti, sta intaccando le istituzioni stesse.

"Marazzi"

Populismo strutturale

di Christian Marazzi È di questi giorni l’allarme lanciato dall’OCSE (l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sui rischi sociali e politici dell’aumento delle disuguaglianze,…