L’incontro di Jung con l’oriente
di Marco Dotti Verso la fine del 1928, dopo quindici anni trascorsi a studiare i «processi dell’inconscio collettivo» e quella dimensione «sovraordinata all’io cosciente» denominata «sé» (Selbst), le ricerche di Carl Gustav Jung sembravano ormai languire in una sorta di impasse sperimentale. In sostanza, lo psichiatra svizzero – che nel 1912 aveva radicalizzato la propria…
