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    Vere dignum

      tysm literary review vol. 16, issue 21 january 2015 creative commons licensethis opera by t ysm is licensed under a creative commons attribuzione-non opere derivate 3.0 unported…

    "Colette en 1917"

    L’alphabet de Colette pour «choses du monde et questions de chair»

    Le 7 août 1954, Gabrielle Colette fut la première femme, et toujours la seule, dans l’histoire de la République française à avoir des funérailles d’état. En réponse au cardinal Feltin, qui avait refusé le rite catholique demandé par le troisième mari de Colette, Graham Greene indigné, écrivit une lettre ouverte, tissée de sarcasmes

    "Colette, 1917"

    Natale a Roma

    Scritto per il mondano e raffinato “La Vie Parisienne”, pubblicato nel giorno di Natale del 1917, questo racconto di Colette – “L’hiver a Rome” – si inscrive tra i reportage, le istantanee, i piccoli o grandi acquarelli attraverso i quali l’autrice di Chéri coglie l’air du temps – ed è un tempo di guerra – del suo soggiorno romano. Guerra o non guerra, Roma, per lei, fu sempre e comunque una «ville sans rivale», per il suo sole, i suoi giardini, i suoi mendicanti e la sua gente chiassosa e indocile, ma viva.

    "Giorgio Manganelli, La terribile forza del leggere"

    La terribile forza del leggere

    Dobbiamo difendersi da un nuovo ibrido, scriveva Giorgio Manganelli poco prima di morire. Difenderci dall’analfabeta che sa leggere eppure ” ignora i libri, e soprattutto quello che i libri possono toccare dentro di lui. In un mondo di pubblicità e di imbonimento, di menzogne non di rado confortato da cultura e da ingegnosa malafede, la possibilità di non essere catturati irreparabilmente, di non essere strumenti di incomprensibili, o fittizie battaglie, sta nella nostra esperienza di noi stessi, della vastità e della drammaticità della sorte dell’ uomo”.

    "World Press Photo of the Year 2009. © Pietro Masturzo"

    Ostaggi

    Per tutta la vita, siamo ostaggi della morte e senza la morte non ci accorgeremmo di essere vivi. Forse è proprio questo il tratto distintivo dell'”essere ostaggi”. E forse proprio per questo Robert Musil avvertiva che la forma più profonda di associazione dell’uomo con i suoi simili è la dissociazione.

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    L’invenzione dei lavori inutili

    Liberare tempo per sé, lavorare meno per lavorare tutti e meglio, è visto con sospetto, come se comportasse la perdita di potere sulla vita degli altri. Meglio quindi inventare lavori inutili, ma utili per piegare tutti all’etica del lavoro.

    Novecento

    Il Novecento di Mario Tronti

    La teoria operaista era uno strumento di lotta: per questo rimane importante, non per la sua funzione di verità. La classe operaia italiana aveva chiuso il suo ciclo di lotte, ma la teoria politica non è una scienza esatta, non offre modelli transtorici, ma ha senso finché produce lotta, coscienza, progettualità politica. Poi bisogna costruire altro.

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    L’enfer des choses. Entretien avec Paul Dumouchel

    Crise d’où vient aussi critique veut dire en grec le moment de la décision. On devrait regarder la crise actuelle de cette manière. Malheureusement c’est ce que semble-t-il personne ne veut faire. Il n’y a eu aucune tentative de remise en cause du système

    "Vanni Codeluppi"

    La rete non è più un bene comune

    Socialità e materialità della nostra cultura sono pervasi, non solo immersi, dall’ambiente digitale. Vi si articolano e vengono in esso articolate. Ma davvero la rete, in questo stadio del suo sviluppo, è da considerare un “bene comune”? Per il sociologo Vanni Codeluppi la rete non è “social” come vorrebbero farci credere