philosophy and social criticism

    Brasile

    Brasile: il colpo di Stato legale

    Chiamiamo gatto un gatto. Quello che è accaduto in Brasile con la destituzione della Presidente eletta Dilma Rousseff è un colpo di Stato. Colpo di Stato pseudo-legale, “costituzionale”, “istituzionale”, parlamentare, tutto ciò che si vorrà, ma pur sempre colpo di Stato. L’analisi di Michael Löwy.

    Note a margine

    Precari digitali: note sul reddito di base

    Alla precarizzazione del lavoro va ad aggiungersi l’effetto della digitalizzazionedei processi di produzione e dei consumi, un processo destinato a falcidiare l’impiego del classico lavoro salariato, se è vero, come evidenziato da una ricerca dell’Università di Oxford, che qualcosa come il 47% delle professioni vigenti scomparirà nei prossimi anni. L’accelerazione di tali processi indotti dalla potenza delle nuove tecnologie è tale che, differentemente dal passato, la creazione di nuovi posti di lavoro e di nuove professioni non riuscirà a compensarne le perdite.

    A visitor looks at a painting of an 80 kilograms cake representing Vladimir Lenin's deathbed during the exhibition "This is not food!" in Moscow, 26 December 2007. AFP PHOTO / NATALIA KOLESNIKOVA

    Storie anatomiche

    Il mondo di oggi, tutto insieme pre-moderno, moderno e post-moderno, cerca inutilmente di emanciparsi dal sacro, dal religioso; dal bisogno, in particolare, di attribuire un potenziale, una dose più o meno forte di energia ad oggetti (amuleti, reliquie, talismani) che sarebbero capaci di garantire salute, successo, visibilità o, semplicemente, un contatto con ciò che sta in alto (il divino, il genio, l’eroico).

    Liberi di somigliare

    Liberi di somigliare

    Il darwinismo sociale, l’eugenetica, la selezione che premia un prototipo di umanità “superiore”, non sono più soltanto i “mostri” delle ideologie totalitarie che si vorrebbero sepolte per sempre, o i fantasmi che aleggiano sui traguardi più inquietanti delle attuali sperimentazioni scientifiche applicate alla vita.

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    Società sotto pressione: logica della notizia

    La società della sensazione è capace di inflazionare l’istante su cui è ripiegata, proprio grazie a modelli che catturino e attraggano su di sé, quasi magneticamente, la percezione. Per continuare a sopravvivere, per non cadere nel baratro di un fallimento al cui rischio è per sua natura esposto, un’impresa la cui materia prima sia costituita da notizie da lavorare mensilmente, settimanalmente, quotidianamente e, oggi, persino istante dopo istante deve continuamente sperare che news degne di essere comunicate non manchino. L’inversione tra mezzo e fine, tra mediazione e evento, ha origine da questo paradosso, purtroppo vitale per l’impresa giornalistica: comunicare eventi rilevanti, ma in mancanza di meglio rendere rilevanti gli eventi.

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    La stampa come prostituta

    Il nostro mondo finirà, scriveva Karl Kraus, per mano della magia nera: la stampa. Prosegue Kraus: «Quando il vecchio sistema giornalistico andava in guerra, mentiva, non c’è dubbio. Ma si contentava di comunicare fatti non veri. Il nuovo sistema non ne è capace e si mette a rubare opinioni e naturalmente le opinioni gli marciscono in mano, diventando luoghi comuni»

    Freedom

    Appartenenze e condivisione di intimità le nuove forme del vivere insieme?

    Sotto l’urto della precarietà dilagante, di un tempo che si restringe fino a coincidere con il “qui e ora”, l’appartenenza non scompare ma assomiglia sempre di più a quel luogo-non luogo della nascita, dove le acque si mescolano, dove i confini tra sé e l’altro sono quasi inesistenti, e le diversità inafferrabili. Là dove i legami – con un paese, una cultura, una storia- sembrano evaporare, si accampa un individuo più consapevole della sua singolarità, ma anche più prossimo a quella moltitudine di simili che la globalizzazione fa trovare sul suo cammino, reale o mediatico.

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    AVS e dintorni

    Dei risultati d’esercizio dell’AVS e dell’AI dello scorso anno (2015) colpisce in particolare la concomitanza tra il risultato negativo della ripartizione (- 579 milioni) e quello altrettanto negativo degli investimenti dei fondi di compensazione, ossia delle riserve dell’AVS (- 237 milioni).

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    Zombi di tutto il mondo

    Gli zombi sono gli altri, i già morti, coloro che, quando avranno morte reale, per fuoco, per terra o per mare come cantava Leonard Cohen, non potranno che confermare la loro vocazione: esseri indifferenziati, senza storie e senza nome, , la cui fine ci spaventa solo perché mette fine a una prestazione votata al benessere altrui. Forse anche il nostro. Dead men working, insomma. Stessero così le cose, vuoi vedere che ci toccherà pure rivalutare quel matto di Seabrook e dire che, in fin dei conti, aveva proprio ragione?

    Gambling

    Azzardo: con il piede straniero sopra il cuore

    Scriveva l’abate Galiani che in una società di ciechi, dediti a rimestare pula e a giocare d’azzardo «il gusto per le feste e per il fasto germoglia nel cuore dei potenti; vogliono il lusso; opprimono il debole per soddisfarsi. Non conoscendo il prezzo delle opere delle arti che sono loro sconosciute, tutto sembra loro meraviglioso e prezioso. Lo straniero ne approfitta. Il denaro diminuisce e scompare. La cultura ne soffre e il reddito nazionale diminuisce. Lo Stato tocca il fondo, il male è all’apice».