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    Il paradiso del gendarme

    Il paradiso del gendarme è l'inferno della legalità. Il paradiso del gendarme è là dove tutto è vietato e la necessaria trasgressione del divieto legittima la sua esistenza…

  • "Battaglia della Marna"

    Péguy, la destinazione eterna dell’uomo

    La Grande Guerra – è Hannah Arendt, tra le pagine del suo libro sull'Origine del totalitarismo, a ricordarcelo – è stato soprattutto questo: un Grande Enigma, quasi…

  • "Sebaste"

    Sebaste, archeologia della memoria sradicata

    Al lavoro nell'antica Samaria. Un'intervista con Jean-Sylvain Caillou e Hani Nour Eddine che collaborano in una scuola-cantiere nei territori occupati per permettere ai…

  • "Edmond El Maleh"

    Lezioni di tenebra: cabala di mano e parola

    I cabalisti non sapevano leggere. Grazie al cielo! Il lettore che legge, analizza e distrugge proprio ciò che legge. I cabalisti vegliano di notte e la loro luce non è il…

  • "Consonno slot city Las Vegas della Brianza"

    La città vuota: Consonno

    È invece l’8 gennaio 1962, un lunedì, patrono del giorno San Severino, quando Mario Bagno – il “conte” Mario Bagno, come ama farsi chiamare da tutti, nemici compresi –…

  • "sovversione"

    Miserabili sovversivi

    «L'orrore non è la verità», scrive Georges Bataille. Ciò nonostante è lì che qualcosa si svela e si rivela delle meccaniche di esclusione e controllo sociale. L'orrore è…

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    Perché il terrore terrorizza?

    Chi decapita si presenta come un soggetto ribelle, rivoluzionario. Non lo è. Il suo corpo ci appare come uno scheletro, sotto il panno che gli copre il volto c'è un teschio,…

  • Chartres

    Il violino di Chartres

    La determinante esoterica di Chartres, ciò che esalta e porta ad effetto le vibrazioni luminose che emanano dalle vetrate, il suo arcano affatto unico, è la sua funzione di…

  • "Péguy"

    Il nostra caro Péguy

    "Cittadino di una città senza mura", Charles Péguy fu più di uno scrittore. Fu, come ricorda don Primo Mazzolari in questo suo articolo del 1948, un artigiano del pensiero…

  • "Denis Roche"

    A che cosa serve la lince?

    Chi è Denis Roche? Scrittore e fotografo, come dicono le sue biografie? Ma come si compenetrano in lui scrittura (poetica) e poetica (dello sguardo)? Un testo riapre la…

  • street_art_wall_2

    La merce pregiata dell’immaginario

    Dopo aver curato Una rivo­lu­zione dall’alto (Mime­sis, Milano 2012), un libro sulle nuove forme di domi­nio nell’epoca della crisi finan­zia­ria, in que­sto suo nuovo…

  • "denaro come idolo"

    L’idolo denaro tra bisogno e desiderio

    Diventando un valore autonomo, il denaro è diventato al tempo stesso il più reale dei nostri fantasmi. Se è vero che senza denaro non si vive, «se è vero che – come…

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    Violenza e rancore tra indifferenza e sistema. Intervista con Paul Dumouchel

    Di Marco Dotti Il dolore è ormai troppo simile al rancore, neanche la sua purezza ci consola. Pier Paolo Pasolini L’ordinamento spaziale emerso nel Novecento,…

  • "Artaud"

    Spezzare il linguaggio e raggiungere la vita

    La straordinaria battaglia contro il linguaggio che Artaud sperimentò sul proprio corpo ci può dire qualcosa solo se siamo interessati al superamento dell’arte come dimensione…

  • "oshima pasolini"

    Conversazione su Pier Paolo Pasolini

    di Ōshima Nagisa «Oshima, Pasolini e Fassbinder (…) gli alleati dell’Asse nazi-fascista hanno dato i natali a questi tre registi, un genere di autori che non si era mai…

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    Il paradiso del gendarme

    Il paradiso del gendarme è l’inferno della legalità. Il paradiso del gendarme è là dove tutto è vietato e la necessaria trasgressione del divieto legittima la sua esistenza altrimenti inutile

    Mussolini

    Il nostro pazzo Duce: la perizia di Tommaso Senise

    Follia del fascismo? Ne hanno parlato in molti, ma un alienista napoletano, Tommaso Senise, provò davvero a scrivere una specie di perizia psichiatrica su Mussolini (e su Hitler). Tommaso Senise lavorava nell’ospedale psichiatrico di Napoli dal 1913 ed era libero docente di neuropsichiatria nell’università di quella città. Dal 1921 era anche direttore della rivista “Il cervello”. Ecco la sua storia.

    "San Francesco"

    Francesco, un contestatore pieno di speranza

    «Non voleva ridurre il vangelo a misura d’uomo. Non voleva essere “ragionevole”. Apparteneva a quella razza di uomini che non vogliono sapere nulla e che il mondo finisce per spezzare finché sono sulla terra, ma che riescono vittoriosi al di là della morte. San Francesco d’Assisi è mai stato più vivo di oggi, a differenza dei grandi personaggi del suo tempo?».

    Penser, c’est dire non

    Penser, c’est dire non. Remarquez que le signe du oui est d’un homme qui s’endort ; au contraire le réveil secoue la tête et dit non. Non à quoi ? Au monde, au tyran, au prêcheur ? Ce n’est que l’apparence. En tous ces cas-là, c’est à elle-même que la pensée dit non. Elle rompt l’heureux acquiescement. Elle se sépare d’elle-même.

    "Ugo Cornia, Animali"

    L’infanzia difficile del cane. Nota su Ugo Cornia

    Nel suo ultimo libro, Ugo Cornia insiste sul bisogno incessante di vedere nel comportamento di ogni animale una intelligenza o una empatia a loro modo “umane”. Di ogni gatto o cane si potrebbe – e Cornia la fa – scrivere la storia, una specie di biografia

    "Adorno, Minima moralia"

    In balìa del mondo

    Il pensiero che respinge più appassio­natamente il proprio condizionamento per amore dell’in­condizionato, cade tanto piùinconsapevolmente, e quin­di più fatalmente, in balìa del mondo. Anche la propria impossibilità esso deve comprendere per amore della pos­sibilità. Ma rispetto all’esigenza che cosí gli si pone, la stes­sa questione della realtà o irrealtà della redenzione diventa pressoché indifferente.

    "Ubu Roi, 1896"

    La malattia dell’autore: Ubu o Jarry?

    Si può ancora parlare di un vero e proprio «caso» Jarry, quasi si trattasse di una «malattia dell’autore» mai realmente diagnosticata, e tuttavia verificabile grazie a una serie di «sintomi molteplici» e «eclatanti». Primo fra tutti l’assoluta mancanza di un aggettivo modellato sul suo nome: nessuno penserebbe mai – o comunque nessuno ha mai pensato – di parlare di una opera o di un lavoro «jarryque» o «jarryesque», mentre da Ubu sono derivati aggettivi e sostantivi come «ubuesque», tuttora molto in voga in Francia ed entrati anche nel lessico comune col significato di «odioso e ridicolo», oppure al tempo stesso «patetico e insopportabile»

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    Le lacrime degli uomini

    Sulla scia di questa sofferenza, che riempie di lacrime gli occhi degli eroi, attraverso le tracce lasciate dai pochi frammenti del perduto ciclo di poemi epici, Matteo Nucci scava nel tema della nostalgia che ispira il lungo viaggio del memoria, alle radici dell’antropologia omerica