Une tache de sang intellectuel

"Franco Fortini

di Franco Fortini

Una macchia di sangue intellettuale
che il sole non asciuga mai. ” Oh, cosa vuoi fare!”
mi gridano i compagni coraggiosi
alti tra le bandiere e le sostanze reali
della festa di corpi naturali
di lotta e di amor vero.

“Voglio esistere e voi perdonatelo”
rispondo io, di quaggiù, dalla segreta
“anche come il viscere della bestia stracciata
anche come il sangue rappreso nella polvere.

Anche il cieco nato può in sé vedere il lampo
e parlarne con gesti imperfetti
e il suo discorso in catene
può atterrire e può dissuggellare.
E chi sempre ha negata l’avventura
può non lontano dalle nostre case
disvelare una terra di miracolo.”

” Oh, cosa aspetti, mi gridano i viventi
impetuosi ancora tra le vendemmie.
“Passa il tuo giorno” gridano bocch...

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La macchina del consenso. Dialogo con Mimmo Franzinelli

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di Marco Dotti

Nel secondo dopoguerra,  osserva Mimmo Franzinelli, i settimanali popolari hanno contribuito in modo determinante a riadattare al contesto la figura di Benito Mussolini, limando ogni spigolatura che fuoriuscisse da una precisa cornice rassicurante.  Per un ventennio la sua immagine «era stata somministrata agli italiani a senso unico, secondo precise direttive ministeriali scandite dalle “veline” recapitate ai direttori di quotidiani e periodici, col risultato di inculcare nella popolazione una visione del dittatore destinata, almeno in parte, a sopravvivergli». È la macchina della costruzione del consenso, non meno spaventosa rispetto a quella di repressione del dissenso che lo storico Franzinelli ha studiato in un volume chiave, I tentacoli dell’Ovra...

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Hugo Claus: un filo rosso nel secolo nero

Hugo Claus

di Marco Dotti

Chiunque abbia letto gli scarabocchi politici e umorali di Léon Degrelle, pubblicati in Francia più di quaranta anni or sono e sistematicamente ristampati con il titolo Le anime che bruciano, non tarderà a comprendere le ragioni del ritorno di fiamma di cui gode questo triste personaggio, che si è recentemente avvantaggiato dell’innegabile clamore suscitato oltralpe dalle Benevole di Jonathan Littell. Lo scrittore, da anni ossessivamente concentrato sulla storia del nazismo e dei suoi protagonisti, ha annunciato di essere sul punto di ultimare una biografia «breve, ma riccamente illustrata e con molti documenti inediti» di Degrelle. Si tratta di un lavoro  - Le sec et l’humide,  - che a più riprese Littel ha assicurato di avere condotto un approfondito studio...

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Pasolini e le lucciole

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di Raffaele K. Salinari

La Resistenza e la sua luce

Per Pier Paolo Pasolini la Resistenza è luce: “Così giunsi ai giorni della Resistenza senza saperne nulla se non lo stile: fu stile tutta luce, memorabile coscienza di sole. Non poté mai sfiorire, neanche per un istante, neanche quando l’Europa tremò nella più morta vigilia… Mio fratello partì, in un mattino muto di marzo, su un treno, clandestino, la pistola in un libro: ed era pura luce”.

Così, poco più che ventenne, egli descrive la sua visione poetica in La Resistenza e la sua luce: era il 1943. Questa «pura luce», irradiata dal gesto politico, riaccendeva il ricordo di un’altra luce intravista qualche anno prima sulle colline bolognesi di Paderno.

È questa la luce originaria, la luminosità Re-esistente, che o...

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La ragione delle mani. Dialogo con Emidio Clementi

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di Andrea Cocco

Emidio Clementi, scrittore e frontman dei Massimo Volume, sta per concludere il tour nazionale che in questi mesi l’ha visto impegnato – assieme a Corrado Nuccini, chitarra dei Giardini di Mirò – a presentare il suo ultimo libro: La ragione delle mani. Lo incontriamo in occasione della sua data padovana per parlare del suo rapporto con la scrittura, la celebrità, lo stile.

Caro Emidio, la scrittura, in senso lato, sembra attraversare tutta la tua vicenda personale: dalla centralità dell’autobiografia nei tuoi libri, all’importanza dei libri per la tua biografia – ne L’ultimo dio descrivi come un’epifania la scoperta di Emanuel Carnevali – fino ai tatuaggi...

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¡Qué viva Bolaño!

"Roberto Bolano"

di Marco Dotti

Nonostante le migliaia di libri venduti, le traduzioni in quasi tutte le lingue d’Europa e un crescente successo persino negli Stati Uniti dove, chissà per quale ragione o perversione profonda piacciono più gli “scrittori scomparsi” degli scrittori di cui si conoscono volto, generalità e conto in banca, la figura dell’autore tedesco Benno von Arcimboldi restava avvolta nel mistero. Di lui e della sua vita – ci informa Roberto Bolaño in apertura di 2666  - praticamente nessuno, neppure il suo editore di riferimento sapeva granché...

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La paura dei mostri

"Guercino, Et in Arcadia Ego"

di Francesco Paolella

Nota su: Giuseppe Scaraffia, Infanzia, Sellerio, Palermo 2013

Abbandonare l’infanzia, per diventare finalmente adulti, significa rinascere: educarsi, lasciarsi educare, subire l’imposizione di una “maschera sociale”, e soffrire di quella imposizione. Significa uscire dalla temporalità circolare, dall’eterno presente infantile, in cui ogni cosa è contemporaneamente nuova e sempre ripetibile. Significa iniziare a conoscere il dolore, la vergogna, la morte; iniziando a pensare al futuro.

I bambini appartengono ancora più al passato che al futuro. Non progettano, non hanno bisogno di memoria. Vivono però una nostalgia fortissima per ciò che vivono, scoprono, temono, tutte esperienze che rimpiangeranno, invano, per tutta la vita.

Ma non dobbiamo rifugiarci i...

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Jacques Ellul o degli spiriti semplici

"Jacques Ellul"

di Simone Paliaga

Jean-Luc Porquet, Jacques Ellul. L’uomo che aveva previsto (quasi) tutto, traduzione di Guendalina Carbonelli, Jaca book, Milano 2008.

«Gli spiriti semplici pensano che sia facile orientare il progresso tecnico, assegnargli fini elevati, positivi, costruttivi, ecc. Lo si sente predicare costantemente. Si dice che la tecnica sia solo un insieme di mezzi da orientare verso un fine, e che sia ciò a dare al progresso tecnico un significato». Un bel sogno questo, secondo Jacques Ellul, di cui cominciava, già all’alba degli anni Cinquanta, a subodorare quegli esiti sulfurei, dei quali oggi siamo testimoni: che tutto il vivente, uomo compreso, finirà in maniera inevitabile col diventare “oggetto” dell’applicazione tecnica e del suo prurito manipolatorio.

Sembra...

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Espressionismo: rivolta o utopia

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di Luciano Parinetto

Gottfried Benn (uno, allora, dei suoi rappresentanti) ebbe a definire l’espressionismo: «un’eversione con eruzioni, estasi, odio, sete d’un’umanità nuova, con un linguaggio che va in pezzi per far volare in pezzi il mondo» (in prefazione a un’antologia di poeti espressionisti, Limes Verlag, Wiesbaden 1955). Effettivamente, secondo la cronologia proposta da Mittner, dal 1907 al 1926 circa (con preludi e postludi), questo movimento, soprattutto nei paesi di lingua tedesca, rappresenta (assieme, in parte, al futurismo, surrealismo, imagismo di altri paesi) una sovversione non solo estetica, ma morale, anzi, totale, che segna la impietosa svolta critica degli inizi dei secolo.

Ed è la rivolta generazionale in una società che da agricola si avvia a diventare indus...

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Lavorare nelle tenebre. Maurice Blanchot

"Milton"

di Marco Dotti

«Noi lavoriamo nelle tenebre, facciamo quel che possiamo, diamo ciò che abbiamo. Il nostro dubbio è la nostra passione e la nostra passione è il nostro compito. Il resto è la follia dell’arte». A queste parole, riprese da Henry James, Maurice Blanchot affidava il compito – ambizioso, ma chiaramente improbabile – di lambire, senza tentare per questo di definirla, la “strana esigenza di scrivere”. Un’esigenza non di rado capace di sconfinare nella “follia” e nel silenzio, ma che nulla ha a che vedere con la ricerca di consensi, fama e popolarità...

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