magazine

  • image

    Il paradiso del gendarme

    Il paradiso del gendarme è l'inferno della legalità. Il paradiso del gendarme è là dove tutto è vietato e la necessaria trasgressione del divieto legittima la sua esistenza…

  • "Consonno slot city Las Vegas della Brianza"

    La città vuota: Consonno

    È invece l’8 gennaio 1962, un lunedì, patrono del giorno San Severino, quando Mario Bagno – il “conte” Mario Bagno, come ama farsi chiamare da tutti, nemici compresi –…

  • "sovversione"

    Miserabili sovversivi

    «L'orrore non è la verità», scrive Georges Bataille. Ciò nonostante è lì che qualcosa si svela e si rivela delle meccaniche di esclusione e controllo sociale. L'orrore è…

  • images

    Perché il terrore terrorizza?

    Chi decapita si presenta come un soggetto ribelle, rivoluzionario. Non lo è. Il suo corpo ci appare come uno scheletro, sotto il panno che gli copre il volto c'è un teschio,…

  • Chartres

    Il violino di Chartres

    La determinante esoterica di Chartres, ciò che esalta e porta ad effetto le vibrazioni luminose che emanano dalle vetrate, il suo arcano affatto unico, è la sua funzione di…

  • "Péguy"

    Il nostra caro Péguy

    "Cittadino di una città senza mura", Charles Péguy fu più di uno scrittore. Fu, come ricorda don Primo Mazzolari in questo suo articolo del 1948, un artigiano del pensiero…

  • "Denis Roche"

    A che cosa serve la lince?

    Chi è Denis Roche? Scrittore e fotografo, come dicono le sue biografie? Ma come si compenetrano in lui scrittura (poetica) e poetica (dello sguardo)? Un testo riapre la…

  • street_art_wall_2

    La merce pregiata dell’immaginario

    Dopo aver curato Una rivo­lu­zione dall’alto (Mime­sis, Milano 2012), un libro sulle nuove forme di domi­nio nell’epoca della crisi finan­zia­ria, in que­sto suo nuovo…

  • "denaro come idolo"

    L’idolo denaro tra bisogno e desiderio

    Diventando un valore autonomo, il denaro è diventato al tempo stesso il più reale dei nostri fantasmi. Se è vero che senza denaro non si vive, «se è vero che – come…

  • image

    Violenza e rancore tra indifferenza e sistema. Intervista con Paul Dumouchel

    Di Marco Dotti Il dolore è ormai troppo simile al rancore, neanche la sua purezza ci consola. Pier Paolo Pasolini L’ordinamento spaziale emerso nel Novecento,…

  • "Artaud"

    Spezzare il linguaggio e raggiungere la vita

    La straordinaria battaglia contro il linguaggio che Artaud sperimentò sul proprio corpo ci può dire qualcosa solo se siamo interessati al superamento dell’arte come dimensione…

  • "oshima pasolini"

    Conversazione su Pier Paolo Pasolini

    di Ōshima Nagisa «Oshima, Pasolini e Fassbinder (…) gli alleati dell’Asse nazi-fascista hanno dato i natali a questi tre registi, un genere di autori che non si era mai…

    Penser, c’est dire non

    Penser, c’est dire non. Remarquez que le signe du oui est d’un homme qui s’endort ; au contraire le réveil secoue la tête et dit non. Non à quoi ? Au monde, au tyran, au prêcheur ? Ce n’est que l’apparence. En tous ces cas-là, c’est à elle-même que la pensée dit non. Elle rompt l’heureux acquiescement. Elle se sépare d’elle-même.

    "Ugo Cornia, Animali"

    L’infanzia difficile del cane. Nota su Ugo Cornia

    Nel suo ultimo libro, Ugo Cornia insiste sul bisogno incessante di vedere nel comportamento di ogni animale una intelligenza o una empatia a loro modo “umane”. Di ogni gatto o cane si potrebbe – e Cornia la fa – scrivere la storia, una specie di biografia

    "Adorno, Minima moralia"

    In balìa del mondo

    Il pensiero che respinge più appassio­natamente il proprio condizionamento per amore dell’in­condizionato, cade tanto piùinconsapevolmente, e quin­di più fatalmente, in balìa del mondo. Anche la propria impossibilità esso deve comprendere per amore della pos­sibilità. Ma rispetto all’esigenza che cosí gli si pone, la stes­sa questione della realtà o irrealtà della redenzione diventa pressoché indifferente.

    "Ubu Roi, 1896"

    La malattia dell’autore: Ubu o Jarry?

    Si può ancora parlare di un vero e proprio «caso» Jarry, quasi si trattasse di una «malattia dell’autore» mai realmente diagnosticata, e tuttavia verificabile grazie a una serie di «sintomi molteplici» e «eclatanti». Primo fra tutti l’assoluta mancanza di un aggettivo modellato sul suo nome: nessuno penserebbe mai – o comunque nessuno ha mai pensato – di parlare di una opera o di un lavoro «jarryque» o «jarryesque», mentre da Ubu sono derivati aggettivi e sostantivi come «ubuesque», tuttora molto in voga in Francia ed entrati anche nel lessico comune col significato di «odioso e ridicolo», oppure al tempo stesso «patetico e insopportabile»

    le-lacrime-degli-eroi_immagine della copertina-crop

    Le lacrime degli uomini

    Sulla scia di questa sofferenza, che riempie di lacrime gli occhi degli eroi, attraverso le tracce lasciate dai pochi frammenti del perduto ciclo di poemi epici, Matteo Nucci scava nel tema della nostalgia che ispira il lungo viaggio del memoria, alle radici dell’antropologia omerica

    cartoline

    Tutta la città

    Nel suo ultimo lavoro, Paolo Caredda ha raccolto decine di panorami grezzi, con condomini appena terminati e strade non ancora asfaltate. Case che venivano costruite in fretta, prefabbricate e che si sapeva già dalle fondamenta che avrebbero condannato a un po’ di tristezza masse di uomini, di famiglie (che potevano però andare a vivere in un appartamento).

    images

    Crack 2.0

    Quarante-cinq ans après les premiers pas de l’homme sur la Lune, la course technologique emprunte une voie singulière : en janvier dernier, un réfrigérateur connecté à Internet envoyait inopinément des rafales de courriels indésirables… Au-delà de son folklore, la numérisation de la vie quotidienne engendre un modèle économique qui contraste avec les promesses mirifiques de la Silicon Valley.

    Noia

    Zero in condotta. Se la scuola genera noia e violenza

    Bisogna davvero coltivare la stupidità con una prolissità ministeriale per non revocare immediatamente un insegnamento che il passato impasta ancora con i lieviti ignobili del dispotismo, del lavoro forzato, della disciplina militare e di quell’astrazione, la cui etimologia – abstrahere, tirar fuori da – esprime bene l’esilio da sé, la separazione dalla vita.

    images (1)

    Apocalisse o della fine senza fine

    Forse la “prestazione essenziale” nell’apocalisse e nei confronti dell’apocalisse sta essenzialmente nello spostarci dal creato al creare e nello scoprire che, in fondo, anche quando si interroga una teoria si parte da un “che cosa” e si arriva sempre a un “chi”. Si parte dal tentare di conoscere un oggetto e si scopre che al termine della nostra ricerca si arriva a un soggetto.