philosophy and social criticism

    K20.7Kalliope

    La testa di Orfeo

    La testa di Orfeo, infatti, viene mozzata, e gettata nel fiume Evros, il corso d’acqua che allora attraversava la Tracia, la terra che si estendeva tra l’attuale Grecia e la parte europea della Turchia. In sostanza il fiume che ancora segna il confine tra le due nazioni, quello che i migranti provenienti da est devono attraversare e discendere per arrivare in Europa. Come quella di Orfeo è la testa dei migranti. Che futuro annuncia, che sventura prefigura per una “europa” che non sa più essere Europa?

    Paolo_Uccello_San_Giorgio

    Lamento per san Giorgio

    “San Giorgio non esiste, guidaci san Giorgio!”. Si concludeva così l’elogio scritto nel 1972 dal poeta armeno-polacco Andrzej Mandalian. Chi ucciderà il drago? Noi, i mansueti?

    dogfight-1008232_1920

    Capitalismo senza fine? Intervista con Anselm Jappe

    Ora il capitalismo vive una fuga senza fine rappresentata soprattutto dall’indebitamento: indebitamento degli stati, indebitamento privato. Stando ai suoi stessi criteri di solvibilità, il capitalismo sarebbe già fallito da decenni. Può continuare a vivere solo grazie a una simulazione di profittabilità sempre più massiccia. E allora, ad ogni crisi finanziaria, aumenta sempre più il volume del credito in una disperata fuga in avanti, ed è facile vedere che questo non potrà durare per sempre.

    1456507_10201149549125171_1330273967_n

    Senza un altrove. Testi, ipertesti, linguaggi

    Scrivere e parlare, scrivere e parlare. Oggi sappiamo bene, o ci sembra di sapere bene, che cosa differenzia la parola scritta dalla parola parlata. Ma quando nacque la scrittura, che cosa poteva apparire questa agli uomini dell’oralità se non una sorta di trascrizione del flusso continuo della parola orale?

    file_0.413976001453802929

    Per non essere letto

    Dal Gruppo 63 al manicomio criminale il passo, per qualcuno, fu troppo breve. Accadde al modenese Gian Pio Torricelli. La cosa che sorprende, parlando di Torricelli, non è che in molti lo abbiano dimenticato, ma che qualcuno ancora lo ricordi.

    "Artaud"

    Artaud. Spezzare il linguaggio e raggiungere la vita

    La straordinaria battaglia contro il linguaggio che Artaud sperimentò sul proprio corpo ci può dire qualcosa solo se siamo interessati al superamento dell’arte come dimensione separata, se vogliamo pensare e praticare un livello dell’espressione che lavori dentro i processi di produzione del senso, individuali e sociali, se vogliamo vivere gli squilibri indotti dalla tecnologia contemporanea come occasione di liberazione dei corpi e non di asservimento. 

    1024px--_13_-_ITALY_-_Nutella_made_in_Italy_-_shop_bag

    Made in Italy

    Dai sette nani da giardino ai girotondini da salotto. Le eccellenze del Made in Italy fanno scuola nel mondo

    Matteo Renzi a Leopolda 13

    Neologismi

    “Leopoldare” v. intr. [der. di Leopolda] (io leopoldo, ecc.; aus. avere).
    Dire di tutto sputacchiando, parlare a vanvera e fare di se stessi il centro del proprio interesse. Compiacersi, ammirarsi e ignorare tutti gli altri. Finiscila di leopoldare!; Che cosa vai leopoldando?; Leopoldano di politica in continuazione.

    large-151203-152843-grecia-migranti30

    La doppia pena del migrante

    Molti osservatori preconizzano che, con la crisi di Schengen, inizia la probabile agonia della Ue. Ma la fine o il declino di questo continente incombe da anni, da quando si è dichiarato incapace di dare una speranza di vita a chi, oltretutto, potrebbe aiutarlo a crescere.

    Peppone

    Due chiese in una

    Se già alla Costituente – con il famigerato voto favorevole all’inserimento dei Patti Lateranensi nella Carta – il PCI prese questa strada, oggi ci troviamo davanti un cattocomunismo (che non si può più neppure chiamare tale, visti i rapporti di forza interni al PD) ridotto a semplice blocco di potere. Il Partito Democratico è un partito sostanzialmente clericale e anti-liberale.

    Lea Melandri

    Eredi di una libertà controversa

    Come tutti i movimenti che prefigurano sovvertimenti profondi, anche il femminismo ha finito per perdere la radicalità dei suoi inizi, quella ricerca di nessi tra sfera personale e sfera pubblica che oggi, saltati i confini tradizionali, lo renderebbero quanto mai attuale sia per l’analisi del rapporto tra i sessi che per le trasformazioni che hanno investito la società nel suo insieme.

    Perle di vetro

    Il gioco delle perle di vetro

    La parola intento contiene dunque una segnatura etimologica: svela la tensione nella volontà di uno sguardo che cerca il luogo della visione tra consapevolezza e inconscio, tra Io e Sé, tra Visibile ed Invisibile; un ponte gettato dall’anima sulla necessità di cogliere la sua stessa «trama [armonia] nascosta» per ricongiungerla con «quella manifesta», secondo le parole di Eraclito. Un tragitto ardito e impervio, che si tende tra Cosmo e Caos.

    PPP

    Il mito Pasolini

    La storia di Pasolini è tutta una storia sacra, in fin dei conti. E’ uno straordinario, quanto disperante, tentativo di disvelamento dell’inferno, del nostro nuovo inferno. Ciò che resta oggi dell’officina-Pasolini non può consolarci, né strapparci (se ci siamo immersi) a una ottusa nostalgia.

    tombola

    Gioco pubblico e comportamenti sociali in Italia

    Il gioco speculativo insomma può trasformare il giocatore occasionale in giocatore abituale, quello abituale in giocatore a rischio e il giocatore a rischio in giocatore compulsivo. Il giocatore speculativo infine mira a torcere la ludicità del gioco nell’interesse al lucro sovvertendone la stessa struttura ontica. Si gioca infatti per divertirsi non per lucrare. Il lavoro remunera non il gioco.