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    Il paradiso del gendarme

    Il paradiso del gendarme è l'inferno della legalità. Il paradiso del gendarme è là dove tutto è vietato e la necessaria trasgressione del divieto legittima la sua esistenza…

  • "Denis Roche"

    A che cosa serve la lince?

    Chi è Denis Roche? Scrittore e fotografo, come dicono le sue biografie? Ma come si compenetrano in lui scrittura (poetica) e poetica (dello sguardo)? Un testo riapre la…

  • "Alois Alzheimer"

    Alzheimer e l’oblio

    La sorte di Alois Alzheimer fu perdere il nome proprio e trasformare il suo cognome nel nome della malattia. Omaggio imbarazzante, giacché la parola evoca una malattia terribile…

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    La merce pregiata dell’immaginario

    Dopo aver curato Una rivo­lu­zione dall’alto (Mime­sis, Milano 2012), un libro sulle nuove forme di domi­nio nell’epoca della crisi finan­zia­ria, in que­sto suo nuovo…

  • "denaro come idolo"

    L’idolo denaro tra bisogno e desiderio

    Diventando un valore autonomo, il denaro è diventato al tempo stesso il più reale dei nostri fantasmi. Se è vero che senza denaro non si vive, «se è vero che – come…

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    Violenza e rancore tra indifferenza e sistema. Intervista con Paul Dumouchel

    Di Marco Dotti Il dolore è ormai troppo simile al rancore, neanche la sua purezza ci consola. Pier Paolo Pasolini L’ordinamento spaziale emerso nel Novecento,…

  • "Artaud"

    Spezzare il linguaggio e raggiungere la vita

    La straordinaria battaglia contro il linguaggio che Artaud sperimentò sul proprio corpo ci può dire qualcosa solo se siamo interessati al superamento dell’arte come dimensione…

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    Lenin a Pechino? Leggendo «Utopie letali» di Carlo Formenti

    di Damiano Palano Nel suo ultimo libro, Utopie letali. Contro l’ideologia postmoderna (Jaca Book, Milano, 2013), Carlo Formenti sembra tornare all’ottimismo dell’operaismo…

  • "Elémire Zolla"

    Colonizzati da segni senza senso. Lo stupore infantile di Elémire Zolla

    Esce per i tipi di Marsilio una nuova edizione de Lo stupore infantile. Il libro, ben noto al pubblico zolliano, contiene un inedito quadernetto di appunti vergati a mano…

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    Ghiaccio sottile

    di Christian Marazzi Forse l’ultima crisi è finita, ma ha esacerbato una profonda contraddizione nel cuore dell’Europa tra il bisogno di integrazione delle economie…

  • "oshima pasolini"

    Conversazione su Pier Paolo Pasolini

    di Ōshima Nagisa «Oshima, Pasolini e Fassbinder (…) gli alleati dell’Asse nazi-fascista hanno dato i natali a questi tre registi, un genere di autori che non si era mai…

    "Ubu Roi, 1896"

    La malattia dell’autore: Ubu o Jarry?

    Si può ancora parlare di un vero e proprio «caso» Jarry, quasi si trattasse di una «malattia dell’autore» mai realmente diagnosticata, e tuttavia verificabile grazie a una serie di «sintomi molteplici» e «eclatanti». Primo fra tutti l’assoluta mancanza di un aggettivo modellato sul suo nome: nessuno penserebbe mai – o comunque nessuno ha mai pensato – di parlare di una opera o di un lavoro «jarryque» o «jarryesque», mentre da Ubu sono derivati aggettivi e sostantivi come «ubuesque», tuttora molto in voga in Francia ed entrati anche nel lessico comune col significato di «odioso e ridicolo», oppure al tempo stesso «patetico e insopportabile»

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    Le lacrime degli uomini

    Sulla scia di questa sofferenza, che riempie di lacrime gli occhi degli eroi, attraverso le tracce lasciate dai pochi frammenti del perduto ciclo di poemi epici, Matteo Nucci scava nel tema della nostalgia che ispira il lungo viaggio del memoria, alle radici dell’antropologia omerica

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    Tutta la città

    Nel suo ultimo lavoro, Paolo Caredda ha raccolto decine di panorami grezzi, con condomini appena terminati e strade non ancora asfaltate. Case che venivano costruite in fretta, prefabbricate e che si sapeva già dalle fondamenta che avrebbero condannato a un po’ di tristezza masse di uomini, di famiglie (che potevano però andare a vivere in un appartamento).

    Noia

    Zero in condotta. Se la scuola genera noia e violenza

    Bisogna davvero coltivare la stupidità con una prolissità ministeriale per non revocare immediatamente un insegnamento che il passato impasta ancora con i lieviti ignobili del dispotismo, del lavoro forzato, della disciplina militare e di quell’astrazione, la cui etimologia – abstrahere, tirar fuori da – esprime bene l’esilio da sé, la separazione dalla vita.

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    Apocalisse o della fine senza fine

    Forse la “prestazione essenziale” nell’apocalisse e nei confronti dell’apocalisse sta essenzialmente nello spostarci dal creato al creare e nello scoprire che, in fondo, anche quando si interroga una teoria si parte da un “che cosa” e si arriva sempre a un “chi”. Si parte dal tentare di conoscere un oggetto e si scopre che al termine della nostra ricerca si arriva a un soggetto.

    "Ermanno Cavazzoni, cirenaica"

    Il piano derelitto dei banditi. La distopia allegra di Cavazzoni

    Ermanno Cavazzoni rimanda in libreria (con un nuovo titolo) Cirenaica, già pubblicato una quindicina di anni fa da Einaudi. Il bassomondo, con la vita infernale che vi conduce, viene raccontato in un manoscritto che l’autore dice di aver trovato in mezzo al binario 21 della stazione centrale di Milano: è fin troppo facile pensare che questo altro mondo, ben più brutto, cattivo (anzi degenerato) e disperato del nostro, serva in realtà per parlare di noi. Della nostra vita, disperata e vuota.

    "Nietzsche"

    Nietzsche e gli ebrei

    Al di là delle interpretazioni che mirano comunque ad appiattire o a semplificare il pensiero di Nietzsche, va detto che questi condivide fino all’ultimo pregiudizi o luoghi comuni sugli ebrei (contro la finanza ebraica, i caratteri da parvenus, gli ebrei orientali). Uno di questi è l’insistita descrizione dell’ebreo come commediante, attore nato, che lui cerca di motivare storicamente ma che si appoggia anche alla sua convinzione, più o meno ironica, che Wagner stesso sia ebreo.