Sinistra senza popolo. L’onda populista (e il fallimento delle élite) secondo Luca Ricolfi
Una lettura critica del libro su sinistra e populismo di Luca Ricolfi
Una lettura critica del libro su sinistra e populismo di Luca Ricolfi
Mai nella storia secolare del capitalismo le imprese avevano avuto tanto denaro a buon mercato, mai tanta forza lavoro, anche qualificata, docile e rassegnata a propria disposizione. Eppure gli investimenti languono, ovunque, quando non arretrano. In Italia sono scesi a un tasso medio annuo del 4,4% (nel Sud -6,6%) tra il 2008 -14. E l’orizzonte non è roseo per le sorti dell’occupazione
La scrittura gaddiana, e l’impalcatura teorica che ne è alla base, si trova al crocevia fra filosofia e letteratura – e basta andare a rileggere la Meditazione milanese, uscita postuma nel 1974 per rendersene conto. Gadda ha sempre cercato di rappresentare il mondo partendo dai fatti, dal dato storico-biografico
Alfabeto sentimentale è l’ultimo libro di Lea Melandri. Scopriamolo insieme
L’insopprimibile resistenza della parola: il caso di Jean-Jacques Abrahams
Cultura è un insieme di informazioni non genetiche, memoria non ereditaria dell’umanità. La cultura, spiega Lotman, «è memoria». Memoria attiva che dà forma, sia a livello del singolo, sia in una società, a quanto chiamiamo “cultura”
In mezzo alle inevitabili, ma ormai non troppo giustificate, celebrazioni della rivoluzione russa, ecco qui per noi una voce per tanti versi eccentrica e che, soprattutto, ci risparmia tanta retorica e tanta mitologia ancora oggi assai diffuse sull’ottobre del 1917: la voce di un filosofo russo fra i maggiori, e di un rivoluzionario che è stato un nemico dei dispotismi rivoluzionari: Lev Šestov
In quella conversazione tra ombre di un sogno, come nella poesia, sentimenti che non hanno avuto parola, possono prendere forma, immagine. C’è anche paura della follia e dell’amore che in essi possono dimorare.
Perché no? È questa la domanda che rimane in testa leggendo questo nuovo saggio sul populismo, firmato da Marco Revelli (Populismo 2.0, Einaudi, Torino 2017). Perché no? Perché non votare per Trump o Le Pen o per uno dei tanti populismi italiani?
La felicità è poca, spiega Dio a Kliucarev, il protagonista di un racconto di Vladimir Makanin, matematico e romanziere russo scomparso ieri all’età di ottant’anni. «La felicità è poca, prova a coprire otto persone con una coperta e chiediti: quanta ne tocca a ciascuno?»
«Si tratta di ritornare a ciò che produce la democrazia e in seguito, attraverso un processo di blocco che è proprio della riduzione, di ottenere un arresto o un blocco del movimento dell’oggettivazione democratica»: una lezione di Miguel Abensour
Napoli è lo fondo onnipresente della scrittura di Ferrante, con tutto il suo significato simbolico ed emotivo. È il luogo dell’infanzia e della madre, ma anche di un’esistenza continuamente esposta alla smarginatura violenta, lacerata tra lo spazio aperto del Golfo
Quale pensiero per l’Europa? Quale antidoto contropopulista a populismo che avanza? Un’intervista con Etienne Balibar
Ne La nostra giovinezza (1910), Charles Péguy aveva scritto: «quello che c’è di più imprevisto è sempre l’evento. Basta avere vissuto un po’ fuori dai libri di storia per sapere, per aver provato che tutto quello che si vuol far emergere è generalmente quello che accade di meno e quello che non si vuol far emergere è generalmente quello che accade». Ma che cosa accade alla storia, fuori dai libri di storia?