philosophy and social criticism

Posts tagged ‘finanza’

Delle api e delle locuste

Ci troviamo in un’economia che ha ormai istituzionalizzato comportamenti predatori basati sull’autointeresse, ma ci troviamo anche in una società in cui l’innovazione sociale è possibile in virtù delle stesse tecnologie della comunicazione che permeano le nostre forme di vita. C’è da chiedersi se il “fare insieme”, quell’insieme di attività in cui centrale è la relazione sociale, potrà avere la meglio sulla pura logica dell’interesse personale.

Cieca fortuna del capitale

Da monito contro la “vanitas” a invito al rischio e al gioco, la fortuna attraversa i secoli, si secolarizza, seguendo le trasformazioni del suo significato. Un percorso di letture tra Peter Sloterdijk, Marc Chesney e altri

Al di qua del Bene e del male: l’involuzione del bene e del male

La grande idea nietzschiana della trasmutazione di tutti i valori è stata realizzata esattamente all’inverso, nell’involuzione di tutti i valori. Non siamo andati al di là, ma al di qua del Bene e del Male, al di qua del Vero e del Falso, al di qua del Bello e del Brutto – non per eccesso, ma per difetto. Non c’è stata trasmutazione né superamento, ma dissoluzione e indistinzione.

Questione di modelli

La crescita, così come l’innovazione, vanno qualificate, non sono dei valori assoluti e autoreferenziali. Di per sé la crescita non genera equità e coesione sociale, così come l’innovazione non significa necessariamente nuovo valore d’uso, ma sempre più spesso aumento del consumo senza valore aggiunto.

Appadurai: un’etica per il futuro

Il futuro è un elemento portante delle società umane. Ma le visioni del futuro cambiano. Preservarne la differenza, significa preservarne il valore. Ecco perché, come ci spiega il grande antropologo Arjun Appadurai, «serve un’etica orientata al futuro o consegneremo le chiavi del nostro destino a vecchie e nuove logiche di sfruttamento»

L’azzardo e la finanza sono la stregoneria del nostro mondo

Il brivido del rischio e il colpo fortunato che può cambiare la nostra vita sono spesso il motore di scelte incontrollabili e imponderabili. Milioni di esistenze sono messe a profitto da un sistema irrazionale che ha i suoi sacerdoti, i suoi stregoni e le sue vittime: noi. Un dialogo con l’antropologo Marco Aime

La crisi della misura

Crisi senza fine. Lo dicono gli indicatori. Ma se si tenesse conto della cooperazione sociale, e non solo della prestazione individuale, il calcolo della produttività permetterebbe di remunerare in modo assai più appropriato il contributo di tutti alla creazione della ricchezza.

Precari digitali: note sul reddito di base

Alla precarizzazione del lavoro va ad aggiungersi l’effetto della digitalizzazionedei processi di produzione e dei consumi, un processo destinato a falcidiare l’impiego del classico lavoro salariato, se è vero, come evidenziato da una ricerca dell’Università di Oxford, che qualcosa come il 47% delle professioni vigenti scomparirà nei prossimi anni. L’accelerazione di tali processi indotti dalla potenza delle nuove tecnologie è tale che, differentemente dal passato, la creazione di nuovi posti di lavoro e di nuove professioni non riuscirà a compensarne le perdite.

Pensiero critico: antidoti differenziati al culto del tempo presente

“I concetti non sono già fatti, non stanno ad aspettarci come fossero corpi celesti. Non c’è un cielo per i concetti; devono essere inventati, fabbricati o piuttosto creati e non sarebbero nulla senza la firma di coloro che li creano”. È forse questo pensiero di Deleuze e Guattari a tracciare nel modo migliore la rotta degli eterogenei saggi che compongono questo libro, nel quale si affrontano alcuni dei principali problemi posti dal pensiero critico contemporaneo.

È la guerra, bellezza. Ma per i mercati finanziari tutto è come prima

Che l’etica non sia di casa sui mercati finanziari è una verità vecchia come il mondo. Ma è sempre bene ricordarlo, soprattutto per capire quanto è successo dopo gli attacchi terroristici a Parigi dello scorso venerdì 13 – l’ “11 settembre d’Europa” – dove hanno perso la vita 132 persone. Cos’è successo? Niente.

Quantitative easing. Se di Qe dobbiamo morire

Secondo uno studio della Federal reserve, il contributo alla crescita economica delle politiche di Qe negli Stati Uniti è stato pari a 0,26 punti percentuali, non proprio esaltante, anche perché questa enorme liquidità iniettata in circolazione è andata ad accrescere in modo spettacolare le diseguaglianze tra ricchi e poveri, tra chi dispone di capitali o di credito per speculare in borsa e chi dispone solo della propria nuda vita.

"Christian Marazzi"

Dalla capitalizzazione alla ripartizione?

Appare lecito chiedersi se in un contesto del genere il nostro sistema della previdenza professionale basato sulla capitalizzazione possa reggere e se, tra non molto, non si debba ripensarlo da cima a fondo, magari tornando all’altro sistema, quello su cui si basa la nostra AVS, la ripartizione.