• Intellettuali senza popolo. Leggendo «Scrittori e massa»  di Alberto Asor Rosa

    Intellettuali senza popolo. Leggendo «Scrittori e massa» di Alberto Asor Rosa

    Con «Scrittori e massa», Alberto Asor Rosa si propone di aggiornare l’interpretazione radicale fornita mezzo secolo fa in «Scrittori e popolo». La tesi dello studioso è che il «popolo» sia definitivamente tramontato e che la protagonista sia oggi la «massa». Il discorso di Asor Rosa rifiuta però di confrontarsi realmente con la questione cruciale della…

  • Viaggio sentimentale intorno al nulla: Francesco Piccolo

    Viaggio sentimentale intorno al nulla: Francesco Piccolo

    Forse a qualcuno il libro di Francesco Piccolo sembrerà una sorta di legittimazione della vecchia, vecchissima tradizione nazionale dei «voltagabbana», sempre pronti a capire in quale direzione tira il vento e ad aggiustare il tiro, assecondando i potenti di turno. Ma in verità si tratta di qualcosa di più. È il punto terminale (e coerente)…

  • Nella poesia di Juan Gelman la “chiara oscurità” del ricordo

    Nella poesia di Juan Gelman la “chiara oscurità” del ricordo

    di Marco Dotti Nato a Buenos Aires nel 1930, costretto all’esilio per i contenuti espressi nel suo lavoro giornalistico e per la sua ferma opposizione alla giunta militare che prese il potere nel 1976, Juan Gelman è sempre stato, e tuttora rimane, un testimone ostico da aggirare per chi ha cercato di fare dimenticare o…

  • Versi buttati giù in fretta

    Versi buttati giù in fretta

    di Pier Paolo Pasolini Non sanno vedere la trasformazione degli operai, perché non hanno alcun interesse per gli operai. Non si accorgono delle facce dei ragazzi perché non hanno alcun interesse per i ragazzi (non hanno neanche occasione di vederli). Spesso mi sento stringere il cuore di fronte alla santità della gente: in fondo accontentarsi…

  • Fughe nel Vietnam. Intellettuale: perché e come

    Pier Paolo Pasolini […] Dalla mia solitudine di cittadino, io dunque cercherò di analizzare questa borghesia come male dovunque essa si trovi: cioè ormai quasi dappertutto (è un modo «vivace» per dire che il «sistema» borghese è in grado di assorbire ogni contraddizione: anzi, crea esso stesso le contraddizioni, come dice Lukàcs, per sopravvivere, superandosi).…