philosophy and social criticism

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Charlie-Hebdo: il principio «due pesi, due misure» e l’universalismo

L’antisemitismo attuale, che per distinguere dalla sua vecchia forma potremmo chiamare giudeofobia, sembra avere caratteristiche peculiari. Si inscrive, infatti, nella nuova congiuntura del dopo-Seconda guerra mondiale, una congiuntura segnata dalla nascita dello Stato di Israel, dall’oppressione subita dal popolo palestinese, dalla decolonizzazione e dall’emergere del multiculturalismo e del postcolonialismo

Autopsia dello Zombie

Nella passione che mostra per la sagoma dello zombie, la cultura popolare contemporanea non fa altro che riflettere il fascino e al tempo stesso la repulsione verso quella zona di indeterminazione, inevitabilmente ‘perturbante’. Ma è anche molto probabile che nel successo dell’immaginario dei morti viventi si trovino confusi tutti gli incubi dell’era biopolitica.

Nessuna lingua è santa

Che cosa ne sarà delle differenze e chi si servirà più per comunicare, pensare, elaborare la propria visione del mondo non solo di qualche oscura variante del romancio grigionese o di un idioma del gruppo uto-azteco, ma anche di lingue oggi apparentemente forti e per nulla minoritarie? Che cosa accadrà a queste ultime quando la comunità dei loro parlanti si sarà infine concretamente, indistintamente e completamente globalizzata?

Pier Paolo Pasolini

di Gilberto Giovagnoli   Gilberto Giovagnoli, pittore e scultore, nasce a San Marino nel 1954 dove vive e lavora circondato dai libri e dalla musica.  …

La tentazione del pensiero

Il pensiero che cerca di pensare l’origine, così come quello che cerca di determinare l’inizio, non possono evitare le difficoltà che gli sono proprie. Rispetto al tema dell’origine il pensiero non può negare, in ultima istanza, il proprio non sapere e di conseguenza, senza alcun sentimento di sconfitta, esso si ostina a ricorre al termine “mistero”, considerando la vita stessa come il dono per eccellenza.

Abitare l’altro

Il completamento dell’affermazione di Heidegger – l’uomo esiste in quanto abita – assume questa forma: l’uomo abita, perché è abitato. L’uomo è un abitante abitato. Abitato da che cosa? Da un’alterità che non riesce né a evitare, né a dominare.

"Jean Baudrillard"

B con C o Baudrillard & Calvino

Il tema dell’assenza, del levare, del sottrarre, del tentare di lavorare sul reale in una forma che in qualche modo ne anticipi e tenti di scongiurarne la totale sparizione è particolarmente evidente nella nota su Calvino.

La caccia felice. Su Italo Calvino

Nella misura in cui il romanzo, soprattutto moderno, può essere considerato come la forma letteraria dell’assenza, il Cavaliere inesistente di Italo Calvino ne riprende il tema fondamentale. Esso “incarna” questa assenza, ma secondo una modalità leggera e barocca. La crisi dei valori è messa in scena, giocata, parodiata. Calvino non mira al radicalismo e siamo lontani dal romanzo oggettivo.

"Moti di Milano"

I moti di Milano

Scrive Karl Marx: ” L’insurrezione di Milano è significativa in quanto è un sintomo della crisi rivoluzionaria che incombe su tutto il continente europeo. Ed è ammirevole in quanto atto eroico di un pugno di proletari che, armati di soli coltelli, hanno avuto il coraggio di attaccare una cittadella e un esercito di 40 mila soldati tra i migliori d’Europa mentre i figli italiani di Mammona danzavano, cantavano e gozzovigliavano in mezzo alle lacrime e al sangue della loro nazione umiliata e torturata”.

Selfie o la fine della fotografia

Tutti subiamo il potere delle immagini; le immagini, e appunto in primo luogo il selfie, ci obbligano a produrre una nuova identità per ognuno di noi; ci fanno scivolare in una post-realtà. Scianna in questo nuovo libro parla di questa nostra come dell’“era della post-fotografia”.

Il torero morto di Manet

In Manet, scriverà Georges Bataille, “si manifesta più chiaramente il desiderio di negare – o di sormontare – l’orrore e di ridurlo all’ingenuità (naïveté) della luce”.

Bet

Ciò che non c’è ci sia, si fissi e sia esserci, soggiorno, corpo – scriveva José Ángel Valente nella prima delle sue tre Lezioni di tenebre