Una lettera
Milano, 23 novembre 2020 Caro Marco, da quant’è che non scrivo su TYSM? Non ricordo da quando né su cosa, ma non ho dimenticato il come…
Milano, 23 novembre 2020 Caro Marco, da quant’è che non scrivo su TYSM? Non ricordo da quando né su cosa, ma non ho dimenticato il come…
Se questa pandemia conferma che siamo definitivamente entrati nell’Antropocene, senza possibilità di tornare indietro, allora. scrive Michel Lussault, la stessa pandemia non dovrebbe forse “spingerci a riconoscere pienamente la molteplicità di storie dell’avventura planetaria della specie umana, la varietà di invidiabili economie relazionali con esseri viventi e non viventi non umani, e quindi anche a restituire la possibilità di concepire diversi scenari possibili per il futuro?” // di Marco Dotti
Bisogna riconoscere che la crisi pandemica un merito ce l’ha, ed è quello di aver seppellito il consenso austeritario. Oggi siamo testimoni di un nuovo consenso, il consenso fiscale // di Christian Marazzi
Nell’articolo pubblicato su “Le Mois” (1 febbraio — 1 marzo 1933) con il titolo Pour tuer le chomage tueront-ils les chômeurs? Céline scrive da medico e consiglia drastici provvedimenti alle imprese. Una contro-profezia amara e attuale //di Marco Dotti
Schiacciato dall’ideologia produttivistica e dalla precarietà, dal mondo dell’università non può più venire alcun moto di ribellione. Deve muoversi con urgenza il governo // di Pietro Bevilacqua
È uscita, per Eleuthera, una raccolta di opere di Jane Jacobs, intitolata Città e libertà. Un libro importante che permette di confrontarci una raffinatissima interprete del «territorio urbano» che pensava che ogni città dovesse essere «pensata dal basso, a partire dai bisogni della gente» // di Pietro Barbetta
Le inquietudini contemporanea sulla scomparsa del lavoro sono un sintomo della vera trasformazione in atto: non la sua scomparsa ma la sua digitalizzazione. Questa dinamica tecnologica e sociale mira alla trasformazione del gesto produttivo umano in micro-operazioni sotto remunerate o non remunerate. Un libro di Antonio A. Casilli ci aiuta a fare il punto sulla questione // di Marco Dotti
La storia incredibile di due viaggi, uno letterale e uno immaginario, attraverso la Russia contemporanea e la letteratura sovietica // di Francesco Paolella
La società della sensazione è capace di inflazionare l’istante su cui è ripiegata, proprio grazie a modelli che catturino e attraggano su di sé, quasi magneticamente, la percezione. Per continuare a sopravvivere, per non cadere nel baratro di un fallimento al cui rischio è per sua natura esposto, un’impresa la cui materia prima sia costituita da notizie da lavorare mensilmente, settimanalmente, quotidianamente e, oggi, persino istante dopo istante deve continuamente sperare che news degne di essere comunicate non manchino. L’inversione tra mezzo e fine, tra mediazione e evento, ha origine da questo paradosso, purtroppo vitale per l’impresa giornalistica: comunicare eventi rilevanti, ma in mancanza di meglio rendere rilevanti gli eventi.
Non c’è normalità, né vecchia né nuova, ma un processo di normalizzazione che consiste nel neutralizzare tutto ciò che non si adatta
Le borse sono luoghi senza qualità, impassibili alla vita e alla morte. Una lettura del caso George Floyd // di Christian Marazzi
Per l’Europa si aggira uno spettro, di cui nessuno ormai si occupa, se non pochi nostalgici conservatori: il cristianesimo. È uno spettro che si muove ed appare in una casa abitata da gente che non crede ai fantasmi e che, quindi, non può più far paura a nessuno. Nessuno lo teme, qualcuno magari lo rimpiange, sia dentro sia fuori dalle chiese cristiane e dalla Chiesa cattolica in particolare // di Francesco Paolella
Azzardo e complessità sociale: un dialogo su come povertà e predatori gambling impatteranno sulle nostre vite
L’accelerazione della digitalizzazione per ridurre i costi operativi e aumentare la produttività non farà altro che aggravare la situazione occupazionale. D’altra parte, il fatto che l’offerta di moneta delle Banche centrali stia aumentando enormemente non vuol dire affatto, come sostengono gli economisti monetaristi, che essa ingeneri un aumento dei prezzi. Il collasso del consumo e delle spese d’investimento, semmai, riducono la domanda di credito bancario, ed è questo che conta per la determinazione della quantità di moneta in circolazione /di Christian Marazzi