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Maschilità bifronte. Virilità ed effeminatezza: i due volti della comunità storica degli uomini

La minaccia alla virilità non viene genericamente da un femminile riconosciuto diverso dal punto di vista biologico e come tale carico di enigmi, e forse non è neppure la conseguenza inevitabile dei segni che lascia l’appartenenza intima all’altro sesso nella fase prenatale. Il gesto monotono e ripetitivo della “cura”, in cui si vanno a sovrapporre in modo inquietante il gioco della bambina con la bambola, il lavoro dell’infermiera e della bambinaia, è quello che la storia ha ritenuto fin dai primordi connaturato al femminile, così come “naturale” è sembrata la rinuncia della donna a porsi come individualità.

La Coop eri tu

Oggi le cooperative sono ormai “normalizzate”, e cioè depoliticizzate: sono superati i rischi di un legame troppo stretto con ideologie e movimenti politici. Se, appunto, l’identità si è via via smarrita, o quanto meno trasformata, è stato possibile superare le divisioni partitiche fra cooperative di diverso colore: oggi l’unione delle diverse cooperative – che solo in Italia contano 12 milioni di soci e 1,2 milioni di addetti – ha portato quel mondo a essere un interlocutore economico al pari e al fianco degli altri, da Confindustria a Confcommercio.

Risus paschalis

Dalla Baviera alla Spagna, dalla Firenze di Dante alla Sicilia di Pitré il risus paschalis fu a lungo un rito osceno, tollerato nelle Chiese e sugli altari. Un carnevale in tempo di Pasqua

"Léon Degrelle"

Hugo Claus: un filo rosso nel secolo nero

La bestialità individuale, suggerisce Hugo Claus, è sempre una conseguenza diretta o indiretta di una idea nazionalistica eretta a programma educativo, e in questo senso la decostruzione del movimento rexista e l’anatomia del fascismo in Belgio diventano importanti, perché illuminano un contesto, anziché ricondurlo su un piano di mera perversione individuale.

Aleksandr Lurija, archeologia del labirinto

1943. Fronte russo occidentale, regione di Smolensk: Lev A. Zaseckij, giovane tenente dell’Armata Rossa, viene ferito da un proiettile tedesco che gli penetra in profondità nel cervello cancellando la percezione di una parte del corpo e pregiudicando sia la comprensione del linguaggio che la memoria. Sottoposto a un intenso processo di riabilitazione, Zaseckij recupera frammenti delle funzioni cerebrali perdute e torna, dolorosamente, a vivere: riaffiorano nomi di persone e oggetti, impara di nuovo a contare, riconosce la via di casa…

Ancora destra e sinistra?

Destra e sinistra come polarizzazioni simboliche della politica hanno ancora senso? In via del tutto provvisoria -scrive Elvio Fachinelli – “propongo l’uso implicito e il privilegio, in ogni valutazione intellettuale, di qualcosa che si potrebbe chiamare creatività-generatività, contrapposta a non creatività e non generatività”

Perché non sempre eravamo d’accordo: Eco su Pasolini

Sono vent’anni , affermava Pasolini, “che la stampa italiana, e in primo luogo la stampa scritta, ha contribuito a fare
della mia persona un controtipo morale, un proscritto”. Nella stampa c’era anche lui, Umberto Eco, che nel 1975 pubblicò un articolo sul “manifesto” con lo pseudonimo Dedalus. Pochi mesi dopo, la morte di Pasolini. E il chiarimento postumo di Eco

Affamare la bestia: il metodo del New Public Management

“Affamare la bestia”, comprimerne i mezzi finanziari con la leva fiscale in modo da rendere “inevitabile”, costi quel che costi, l’adozione di metodi ben sperimentati nel passato recente nell’economia privata. Se non fosse per la sofferenza che provoca, l’opera di smantellamento graduale del servizio pubblico, che ha visto il laburista Tony Blair tra i suoi esecutori più ispirati, assomiglia sempre più a una commedia umana del lavoro.

Per non essere letto

Dal Gruppo 63 al manicomio criminale il passo, per qualcuno, fu troppo breve. Accadde al modenese Gian Pio Torricelli. La cosa che sorprende, parlando di Torricelli, non è che in molti lo abbiano dimenticato, ma che qualcuno ancora lo ricordi.

"Artaud"

Artaud. Spezzare il linguaggio e raggiungere la vita

La straordinaria battaglia contro il linguaggio che Artaud sperimentò sul proprio corpo ci può dire qualcosa solo se siamo interessati al superamento dell’arte come dimensione separata, se vogliamo pensare e praticare un livello dell’espressione che lavori dentro i processi di produzione del senso, individuali e sociali, se vogliamo vivere gli squilibri indotti dalla tecnologia contemporanea come occasione di liberazione dei corpi e non di asservimento. 

Made in Italy

Dai sette nani da giardino ai girotondini da salotto. Le eccellenze del Made in Italy fanno scuola nel mondo

Neologismi

“Leopoldare” v. intr. [der. di Leopolda] (io leopoldo, ecc.; aus. avere).
Dire di tutto sputacchiando, parlare a vanvera e fare di se stessi il centro del proprio interesse. Compiacersi, ammirarsi e ignorare tutti gli altri. Finiscila di leopoldare!; Che cosa vai leopoldando?; Leopoldano di politica in continuazione.