Tutti allo stadio. Un articolo di Roberto Roversi
Un’amicizia è fatta anche di polemiche e contrasti. Quella tra Lucio Dalla e Roberto Roversi non fa eccezione. Un testo di Roversi del 1979 può aiutarci a capire
Un’amicizia è fatta anche di polemiche e contrasti. Quella tra Lucio Dalla e Roberto Roversi non fa eccezione. Un testo di Roversi del 1979 può aiutarci a capire
«Combattono fra le dita dei piedi, nell’ombelico, dentro le narici, combattono nel didietro, sotto le ascelle, dentro le orecchie e in bocca, non c’è luogo nascosto, non c’è palmo, non c’è poro, nelle cui profondità non combattano l’uno contro l’altro all’ultimo sangue».
Ci risiamo con lo squilibrio fondamentale destinato a rafforzarsi a causa di politiche monetarie divergenti da una parte e dall’altra dell’Atlantico, con gli Stati Uniti proiettati verso l’aumento dei tassi di interesse (e quindi un rafforzamento del dollaro) e l’Europa avviata verso politiche di espansione della liquidità (e quindi un indebolimento dell’Euro).
«Una immagine può essere accolta, si può entrare in un’immagine, quando non si è distolti da niente, quando si percepisce un’empatia con quella immagine» dice Andrej Tarkovskij. Quella di Narciso sembra oramai solo l’Immagine di colui che si innamorò della propria immagine, l’emblema di una patologia che deriva dal suo stesso nome.
Cade oggi l’anniversario della nascita di Enrico Caruso, il tenore par excellence. Caruso era nato a Napoli il 25 febbraio del 1873. Pubblichiamo un racconto di Francesco Palmieri, dedicato al grande Caruso. La vita mi procura molte sofferenze – affermava Caruso – ma quelli che non hanno mai provato niente, non possono cantare”
Nel 1934, fu Contini a parlare di una «qualità musicale» inerente alla scrittura di Giorgio Vigolo. Lo scrittore romano era oramai prossimo alla soglia dei quaranta anni (essendo nato il 3 dicembre del 1894), e al proprio attivo aveva tre soli volumi di prose, passati pressoché inosservati
Il nostro essere onnivori è entrato in crisi. Le varie ortoressie regole più o meno ferree da seguire per riuscire a mangiare nel modo corretto), il vegetarianismo nelle sue diverse declinazioni – pensiamo al crudismo – possono diventare davvero regole monastiche e anacoretiche, che finiscono per isolare chi le pratica.
In un testo del 1857, Charles Baudelaire descrive una stampa. Una stampa che raffigura una bisca. Baudelaire attribuisce la stampa al pittore Carle Vernet, ma forse non era Vernet l’autore contemplato da Baudelaire. La stampa, infatti, è opera di Louis Darcis, su disegno di Guérain
Alcuni riti erano purificatori, altri fecondatori, senza che sia sempre possibile distinguere i due scopi. Certi riti restano enigmatici, come i riti di febbraio, i Luperci
La differenza fondamentale fra vissuto rituale delle culture ed esperienza cerimoniale delle nevrosi sta nella cifra e nel codice della ritualità. Nel nevrotico il codice di comunicazione è assolutamente personale, individuale e deve essete decifrato di volta in volta in relazione con la vicenda anamnestica individuale: per scoprire perché la mia paziente citata compie sette passi e si inginocchia, per scoprire perché il mio paziente avverte la pulsione irresistibile serale di porre un foglio di giornale a stella sotto i piedi del letto, devo ricorrere ad un’analisi storica variante da individuo a individuo.
Guardia di Ferro. Quando il 30 ottobre del 1938 Codreanu cade vittima di una faida di gregari delle sue orde, “Eliade e sua sorella sono desolati e si considerano in lutto”. Allo scoppio della guerra con la Polonia “è divenuto più filogermanico che mai, più antisemita di prima”, e considera la resistenza di Varsavia “una resistenza giudaica”.
Nel cerchio caldo dell’esilio il tempo non passa, il tempo comincia. Ogni giorno nuovo, ma ogni giorno uguale. Ogni giorno schiacciato su un presente eterno, irresponsabile, senza profondità di campo e, di conseguenza, senza storia.
Un giovane giornalista, Miguel Ángel Asturias, futuro premio Nobel per la letteratura intervista Benito Mussolini. Siamo nel 1925. “Che impressione mi ha fatto Mussolini? Non saprei, neppure io riesco a darmi una risposta quando me lo chiedo”
Nel folklore nordico il carattere di Loki appare in piena luce. Egli viene a soccorrere gente che si trova nei guai per colpa dei giganti (contro i quali egli è frequentemente in lotta anche nella mitologia), altra volta gioca dei tiri a un gigante che l’ha preso come servo, altra volta sembra invece che la sua storditaggine sia proverbiale.